Atteggiamento scientifico contro la propaganda di regime, la diversione dalla lotta di classe e l’intossicazione dell’opinione pubblica. Sono innumerevoli i sistemi e i metodi attraverso cui la classe dominante promuove fra le masse popolari la cultura d’evasione dalla realtà, le correnti di pensiero e le attività che distolgono l’attenzione dalla lotta di classe e la concentrano su futilità (diversione); sono ordinarie la confusione e l’intossicazione dell’opinione pubblica con la promozione di teorie reazionarie e notizie false per impedire la crescita della coscienza politica, diversione e intossicazione rappresentano uno dei pilastri su cui si fonda il regime della classe dominante (vedi l’articolo a pag.1 Per l’unità dei comunisti, quattro temi da discutere). In questo contesto, l’atteggiamento scientifico è uno strumento della lotta di classe: guardare le cose dall’alto, nel loro complesso, nelle relazioni che ogni fenomeno ha con gli altri e individuare l’aspetto principale, l’anello della catena che se mosso fa muovere tutto il resto.
Per sua natura e per il contesto in cui viviamo, assumere un atteggiamento scientifico presuppone che impariamo a ragionare in collettivo e partendo dall’esperienza concreta. La sinistra borghese ha avuto (e ancora ha) la responsabilità di aver educato centinaia di migliaia di compagne e compagni, lavoratori, sindacalisti onesti e combattivi a ragionare secondo ciò che dice la classe dominante e di averli, contemporaneamente, diseducati a far valere in ogni occasione l’elaborazione della loro esperienza. Questo è il principale motivo per cui la classe dominante ha spazio di manovra per lanciare campagne di opinione che hanno scarsa o nessuna attinenza con la realtà (“gli operai non esistono più”, “i lavoratori sono ormai egoisti”, “le masse popolari sono berlusconiane”, “le masse popolari sono renziane”, “l’Italia è un paese razzista”, ecc.). Assumere un atteggiamento scientifico significa cercare sistematicamente le tendenze positive presenti in un contesto, cercare sistematicamente gli appigli e le crepe che il sistema ha creato e crea in ogni contesto per usarle contro la classe dominante e in favore della mobilitazione e del protagonismo delle masse popolari.
Essere realisti e propositivi e contrastare il pessimismo e il disfattismo. La classe dominante ha a disposizione ingenti mezzi e risorse per difendere i suoi privilegi e il suo sistema. Ma il suo sistema e la sua società sono falliti e in disgregazione per contraddizioni loro proprie e gli effetti della loro sopravvivenza sono il marasma e l’oppressione che devono subire miliardi di persone nel mondo e milioni di persone in Italia. La classe dominate ha tutto l’interesse a mostrarsi più forte, solida, coesa di quello che è in realtà. Chi dipinge la classe dominante più forte di quello che è in realtà, chi ne promuove una caricatura di malvagità, spietatezza e onnipotenza (cioè porta sul piano etico, morale o metafisico questioni che invece derivano da condizioni oggettive, dalle leggi oggettive della società in cui viviamo) fa un ottimo servizio alla classe dominante, perchè alimenta il pessimismo e il disfattismo ingiustificati nel campo delle masse popolari.
Atteggiamento realista e propositivo non significa essere collaborativi o accomodanti con la classe dominante, le sue autorità e le sue istituzioni. Vuol dire iniziare ad affrontare problemi che la classe dominante non può o non vuole risolvere (i capitalisti fanno qualcosa solo per il profitto) e trovare soluzioni che sono già nell’ordine delle cose, ma sono considerate impossibili perchè affermano gli interessi delle masse popolari. Questa seconda questione attiene, anche, all’essere decisi a indicare la prospettiva (quindi anche a elaborarla, sperimentarla, promuoverla): nessun regime è mai stato abbattuto prima che ve ne fosse un altro arrivato a un certo grado di sviluppo adeguato a sostituirlo. Lamentarsi delle cose che non vanno è secondario rispetto al preparare (imparare a fare i passi necessari e farli) la società alternativa che dobbiamo costruire.

La storia la fanno le masse popolari organizzate, raccolte attorno a un centro autorevole che le orienta e le forma per compiere i passi necessari a fare la storia. Il centro autorevole di cui parliamo è composto da quella parte delle masse popolari che prima delle altre si pone nelle condizioni di guardare le cose dall’alto, di studiare la realtà alla luce delle leggi proprie della trasformazione della società, che opera in conformità con quelle leggi e che si assume il compito di formare, educare e organizzare una parte via via crescente di masse popolari ad assolvere al compito storico che hanno: emanciparsi dalla condizioni di subalternità che vivono in questa società e diventare dirigenti della nuova società che dobbiamo costruire.
Tale centro autorevole è il movimento comunista cosciente e organizzato (vedi 98°anniversario della Rivoluzione d’Ottobre . Il Partito è la testa, il cuore… a pag.1 e Cosa impariamo dalle dimissioni di un dirigente di lungo corso del P.CARC a pag.6). E’ la classe dominante che mette al centro della storia gli individui (i grandi uomini o grandi donne che conducono il popolo alla libertà…) e che considera le masse popolari solo come massa di manovra. Il movimento comunista cosciente e organizzato forma, educa, organizza le masse popolari per “fare ciò che è necessario fare”: una concatenazione di battaglie e campagne attraverso cui le masse popolari imparano a diventare classe dirigente della società.

Per cambiare il corso delle cose le masse popolari non hanno bisogno di convincere le autorità, le istituzioni e gli esponenti della classe dominante. Per cambiare il corso delle cose le masse popolari non devono (non hanno bisogno di) convincere le autorità, le istituzioni e gli esponenti della classe dominante (nemmeno quelli più di sinistra, illuminati, progressisti): devono far valere la propria forza, il proprio ruolo nella società e la propria organizzazione (a partire dalla classe operaia) e prendere l’iniziativa. In questo modo tireranno dalla loro parte anche alcuni esponenti della classe dominante (quelli più di sinistra) e li costringeranno a operare in conformità agli interessi delle masse popolari.
A chi sente crescere l’inquietudine di fronte al marasma generale, a chi sente crescere la necessità di attivarsi, a chi vuole assumere un ruolo positivo, a chi si rende conto che non basta più resistere in ordine sparso ma è necessario passare all’attacco: queste quattro questioni saranno di grande utilità per guardare le cose in prospettiva.

carc

 

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