Milano. Il 19 settembre abbiamo partecipato all’assemblea fondativa del Fronte Popolare, un organismo promosso da un gruppo di fuoriusciti dal PRC con l’obbiettivo di creare le condizioni per costruire il partito rivoluzionario. Erano presenti circa 40 compagni per la maggior parte dei Giovani Comunisti (che infatti pochi giorni dopo a Milano si sono sciolti per confluire in massa nel Fronte Popolare). Una simile iniziativa si è svolta in contemporanea anche a Torino.

Salutiamo positivamente la nascita di questo percorso per due motivi: il primo è che dimostra che ci sono compagni, fra cui molti giovani, che hanno il coraggio di rompere con i partiti della sinistra borghese, cioè hanno capito che un contenitore senza contenuto serve a poco e si comportano di conseguenza; il secondo motivo è che, come è emerso da tanti interventi e dalla sintesi finale, i promotori pongono alla base di questo percorso la formazione alla concezione comunista del mondo. Questa è la qualità nuova che distingue questo progetto dai tanti altri che lo hanno preceduto e sarà di esempio per quelli che lo seguiranno nel lasciarsi alle spalle il contenitore dei partiti della sinistra borghese: non si tratta principalmente di una spinta basata sulla tesi che “bisogna creare conflitto”, ma sulla consapevolezza che per essere capaci di valorizzare la disponibilità alla lotta delle masse popolari occorre che i comunisti studino, si formino, si trasformino in dirigenti del movimento popolare.
A conclusione dell’assemblea i compagni del Fronte Popolare di Milano specificano che danno avvio a questo percorso “con la massima apertura, dichiarando esplicitamente di porci l’obiettivo di superare noi stessi il prima possibile tramite un lavoro in comune con altri gruppi e soggetti presenti in tutta Italia, ma isolati fra di loro, che abbiano la stessa prospettiva strategica. Anche vista la giovane età del gruppo militante di partenza, siamo pronti e desiderosi di mettere in comune esperienze e conoscenza con chiunque abbia qualcosa da insegnarci” da Qualche chiarimento in merito alla nascita del Fronte Popolare – 21 settembre).
Ecco da dove nasce il favore particolare con cui salutiamo la nascita del Fronte Popolare!

Si tratta di un aggregato che nasce sulla spinta di una sana volontà di capire (per superare) le due tare storiche del movimento comunista italiano: il riformismo in campo politico e il riformismo in campo economico (la lotta per maggiori diritti democratici, il primo; la lotta per migliori condizioni economiche, il secondo: entrambi sono stati sostituiti dai revisionisti moderni e dalla sinistra borghese al posto della lotta per il socialismo).

Si tratta, inoltre, della medesima spinta per affrontare i quattro grandi temi su cui i comunisti devono schierarsi per perseguire l’unità:
il bilancio della prima ondata della rivoluzione proletaria e dei primi paesi socialisti: si tratta di un’esperienza positiva o negativa per l’umanità?
La natura della crisi in cui siamo immersi: è una crisi da cui si può uscire con delle riforme del sistema capitalista o è la base materiale per due sole vie, la guerra imperialista e la rivoluzione socialista?
La natura e le caratteristiche del Regime di Controrivoluzione Preventiva: la borghesia è monolitica e invincibile o la crisi generale sta mandando all’aria anche il suo regime politico?
La strategia della Guerra Popolare Rivoluzionaria di Lunga Durata: la rivoluzione scoppia o i comunisti la costruiscono con una serie di campagne, battaglie e operazioni tattiche concatenate e sinergiche?
(vedi “I quattro temi principali da discutere nel Movimento Comunista Internazionale” su www.nuovopci.it)

Sono questioni ideologiche e strategiche, non tattiche, sono questioni che stanno alla base di ogni unità possibile: un partito che raccoglie varie concezioni su questi quattro temi e persegue l’unità sulla tattica, non è un partito comunista, ma un partito borghese. Sono questioni, infine, che decidono la strada da percorrere.

Un compagno della Sezione di Milano

fronte pop

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

*