La causa vera dell’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria è stata la deviazione dei partiti comunisti. La deviazione dei partiti comunisti fu dovuta ai limiti della loro sinistra, la parte più devota alla causa della rivoluzione, nella comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe. Per questo la destra e l’influenza della borghesia e del clero sono prevalsi nelle nostre file, e il movimento comunista si è infine disgregato e l’ondata delle rivoluzione si è esaurita!
Questo però ha confermato che il partito comunista è il fattore determinante e decisivo della rivoluzione socialista e che la concezione comunista del mondo è l’elemento che decide della capacità del partito comunista. Senza partito comunista niente rivoluzione socialista, niente instaurazione del socialismo. Il partito comunista è il partito della classe operaia perché la classe operaia è l’unica possibile classe dirigente della rivoluzione socialista, predisposta ad assimilare il socialismo dall’esperienza pratica che fa ogni giorno sul posto di lavoro.
I documenti del vostro Congresso traducono in un coerente piano di lavoro queste verità che l’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria ha pienamente confermato. Che sono confermate anche dall’impotenza della sinistra borghese, di tutti i personaggi e gruppi immersi nel suo pantano intellettuale e morale, di fronte alla crisi in corso: esaminano e riesaminano i problemi, mestano e rimestano ma non hanno soluzione, hanno solo chiacchiere. Infatti loro hanno dedotto che non ci vuole più partito comunista, che non c’è scienza della storia, che non c’è più classe operaia, alcuni addirittura che non ci sono più classi.

Chi ha assimilato la concezione comunista del mondo capisce bene perché oggi la borghesia e il clero tanto insistono per far passare tra le masse che si ribellano al corso delle cose e tra i tanti che sono disgustati dalle manifestazioni della crisi generale del capitalismo, far passare come verità scontate, neanche da discutere tanto sono ovvie, “il superamento della forma partito” e “la scomparsa della classe operaia” o almeno la fine del suo ruolo politico, del suo ruolo di classe dirigente delle altre classi sfruttate.
La sinistra borghese è la portatrice di questi due pregiudizi tra le masse popolari. La sola dimostrazione che i suoi professori ne danno è che effettivamente i partiti comunisti che erano stati alla testa delle prima ondata si sono disgregati e nella maggior parte dei casi si sono sciolti o sono degenerati nel loro contrario. Che effettivamente la classe operaia ha smesso di esercitare il suo ruolo dirigente delle altre classi sfruttate e dei popoli oppressi che per questo sono finiti nel pantano attuale.
“Quello che è, è così e non può esserci altro”: a questo si riduce la profonda saggezza dei pensatori della sinistra borghese. Essi vorrebbero tradurre gli effetti di una sconfitta nell’abbandono definitivo della lotta, addirittura nella cancellazione delle idee con cui abbiamo strappato tante vittorie!
Anche la miseria esiste, anche il disastro ecologico esiste, anche l’ignoranza e l’abbrutimento esistono, tante altre cose che anche la sinistra borghese denuncia, esistono. Ma il fatto che esistono, dimostra forse che sono la verità, che sono eterne, che sono il solo modo di esistere possibile? Anche il feudalesimo e la schiavitù esistevano con tutte le loro verità e l’umanità li ha superati.

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