Per compiere il suo lavoro esterno il P.CARC deve compiere il suo lavoro interno: inutile fare bei piani di lavoro se non si formano gli uomini e gli organismi convinti, decisi, pieni di slancio per attuarli e capaci di attuarli. Il successo del lavoro esterno del P.CARC è la conferma e la misura della bontà del suo lavoro interno.

Il lavoro interno del P.CARC si articola in tre filoni:

  1. la cura e formazione dei membri e candidati e il loro impiego secondo piani precisi e ben concepiti,
  2. la costruzione e il funzionamento degli organismi che compongono il P.CARC,
  3. il reclutamento di nuovi membri, l’intervento sui collaboratori e simpatizzanti e la loro valorizzazione attraverso piani precisi di formazione e di impiego.
  1. La cura e formazione dei membri e candidati del P.CARC

1.1. La Riforma Morale e Intellettuale

Il P.CARC fa proprio il sesto apporto del marxismo-leninismo-maoismo: i comunisti non sono solo soggetto della rivoluzione socialista ma anche oggetto. Questo significa che la trasformazione rivoluzionaria investe loro per primi e chi aderisce al Partito si cimenta, sotto la guida del collettivo, nella trasformazione della propria concezione, mentalità e in una certa misura anche personalità.

Il P.CARC promuove la trasformazione dei suoi membri in comunisti per lottare efficacemente per il Governo di Blocco Popolare. A questo fine conduce nelle sue fila la Riforma Morale e Intellettuale (RMI). Essa si compone di due aspetti:

– la riforma intellettuale: promozione della conoscenza, assimilazione e uso della concezione comunista del mondo (la scienza dei comunisti). Questo è l’aspetto decisivo della RMI. Senza la concezione comunista del mondo non è possibile comprendere le condizioni, forme e risultati della lotta di classe e intervenire efficacemente in essa per portare le OO e le OP a costruire il Governo di Blocco Popolare;

– la riforma morale: trasformazione dell’insieme dei principi generali che guidano il comportamento, le relazioni e le modalità della loro applicazione nella pratica. Tre sono gli atteggiamenti immorali e nocivi contro cui dobbiamo combattere nel Partito e tra le masse: 1. la rassegnazione e la sottomissione ai padroni, al clero e alle autorità da questi costituite, 2. il trattamento antagonista delle contraddizioni in seno alle masse popolari, 3. il prestare attenzione e cura solo al proprio ambito, alla propria famiglia e a chi ci è vicino disinteressandosi delle sorti del proprio paese e dell’umanità.

I due metodi per condurre la RMI sono la formazione ideologica (percorsi per promuovere la conoscenza, l’assimilazione e l’uso della concezione comunista del mondo) e la Critica-Autocritica-Trasformazione (la trattazione da parte del collettivo di aspetti della concezione, mentalità e personalità del compagno e dell’attività che egli svolge che sono da trasformare e l’adozione da parte di quest’ultimo di misure atte a modificarli con il sostegno e sotto la guida del collettivo).

La RMI è finalizzata all’assolvimento dei compiti e allo sviluppo del lavoro del Partito. Gli avanzamenti nella RMI di un compagno si misurano sulla base dell’elevazione della sua azione nel lavoro interno ed esterno in funzione del nostro piano d’azione.

1.2. I cinque livelli di militanza nel P.CARC.

Nel P.CARC tre sono i criteri di valutazione dei compagni, sulla base dei quali si decide il loro inquadramento e i compiti che essi possono svolgere: dedizione alla causa, capacità di orientarsi da soli in ogni situazione (fare autonomamente analisi concreta della situazione concreta, elaborare una linea d’azione e ricavare insegnamenti dalla propria esperienza), capacità di orientare gli altri (i propri compagni e le masse). Il P.CARC non nasconde le differenze che esistono al suo interno ma le tratta apertamente promuovendo la trasformazione di tutti i suoi membri e applicando il criterio “chi è più avanti insegna a chi è più indietro, chi è più indietro si impegna ad apprendere e ad avanzare delegando sempre meno”.

Nel P.CARC ci sono cinque livelli di militanza: i dirigenti nazionali, i rivoluzionari di professione, i quadri, i militanti e i militanti di base.

– I dirigenti nazionali, sono i membri degli organi centrali (Direzione Nazionale, Comitato Direttivo, Segreteria del Comitato Direttivo) che hanno il compito di dirigere il P.CARC nell’attuazione dell’orientamento e della linea tracciata dal Congresso, di aggiornare la linea in base agli sviluppi della situazione e alle scoperte fatte attraverso la sua applicazione, di promuovere la RMI a tutti i livelli, di costruire il Partito ed elevare il suo funzionamento;

– I rivoluzionari di professione, sono le “truppe mobili” al servizio del P.CARC indispensabili per il suo funzionamento e sviluppo. Si distinguono in dirigenti nazionali e quadri e in compagni di struttura che non hanno compiti di direzione ma svolgono attività necessarie per il funzionamento e lo sviluppo del Partito (ad es. ufficio di segreteria per il Centro del Partito, attività logistiche e finanziarie, ecc.);

– I quadri, sono i membri delle Segreterie Federali e i segretari di Sezione. Essi hanno il compito di tradurre l’orientamento e la linea generale del Partito nella situazione particolare in cui operano, di dirigere la sua applicazione nel concreto, di concorrere al bilancio dell’esperienza che il Partito conduce per elaborare nuovi e superiori principi, criteri, orientamenti, linee, metodi e strumenti;

– I militanti, sono i responsabili di settori di lavoro a livello di Sezione. Essi dirigono dunque l’attuazione di una parte della linea definita dal loro organismo per svolgere l’intervento nel contesto specifico in cui esso opera;

– I militanti di base, sono compagni che partecipano alle attività interne ed esterne di una Sezione e intervengono nell’ambiente in cui sono inseriti portando la linea del Partito ma non dirigono settori di lavoro della Sezione.

  1. La costruzione e il funzionamento degli organismi che compongono il P.CARC

2.1. Il P.CARC è composto da tre istanze:

– il Centro (Direzione Nazionale, Comitato Direttivo, Segreteria del Comitato Direttivo),

– le Segreterie Federali,

– le Sezioni e i membri singoli (compagni non inquadrati in una Sezione e che operano per costruirla).

Per rafforzare la nostra azione dobbiamo procedere nell’elevazione delle Segreterie Federali, delle Sezioni e dei membri singoli.

2.2. Le Segreterie Federali sono l’istanza intermedia tra Centro, Sezioni e membri singoli. Esse devono tradurre l’orientamento e la linea generale del P.CARC nella situazione particolare delle regioni di loro competenza, sviluppare l’azione di cura e formazione dei membri delle Sezioni e dei membri singoli, dirigerli nell’applicazione della linea particolare elaborata e ricavare insegnamenti, in dialettica con il Centro, dall’esperienza e dal suo bilancio.

L’elevazione delle Segreterie Federali si sostanzia in cinque aspetti:

– la stabilità e lo sviluppo della loro attività ordinaria interna (riunioni periodiche, calendarizzate e precedute da un apposito ordine del giorno inviato 4-5 giorni prima della riunione, studio individuale e collettivo, produzione di circolari federali di orientamento delle Sezioni e dei membri singoli, elaborazione dell’esperienza svolta e sua centralizzazione). Solo attraverso questa attività è possibile effettuare un lavoro proficuo negli altri campi,

– l’analisi del contesto economico, politico e sociale e delle forme della lotta di classe del proprio territorio,

– l’orientamento del lavoro interno ed esterno delle Sezioni (partendo dalla cura, formazione e direzione dei segretari di Sezione) e dei membri singoli,

– lo sviluppo del Lavoro Operaio,

– lo sviluppo di esperienze-tipo di intervento sulle OO e OP presenti nell’area di loro competenza per farle diventare Nuove Autorità Pubbliche.

2.3. Le Sezioni e i membri singoli sono le articolazioni con cui il P.CARC sviluppa il suo intervento sulle OO e OP e la raccolta forze. Elevare l’azione delle Sezioni si sostanzia:

  1. sul piano interno: ripristinare e, dove già esiste, elevare il lavoro ordinario (riunioni periodiche, calendarizzate e precedute da un apposito ordine del giorno inviato 4-5 giorni prima della riunione, studio e discussione sistematica delle circolari e di Resistenza, elaborazione dell’esperienza svolta e sua centralizzazione, versamento quote mensili e raccolta fondi per il Partito). Solo attraverso questa attività è possibile effettuare un lavoro esterno proficuo. La cura e formazione dei segretari di Sezione è l’aspetto principale per sviluppare un buon funzionamento della Sezione,
  2. sul piano esterno: rafforzare il radicamento territoriale per rendere più incisivo il nostro lavoro sulle OO e OP e la raccolta forze. Questo si concretizza nel praticare sistematicamente l’orientamento definito per ogni Sezione (ma anche membro singolo) e che un buon numero di Sezioni ha iniziato a tradurre in pratica, ossia fissare:

– la zona territoriale di competenza su cui concentrarsi per sviluppare il lavoro di radicamento,

– la zona territoriale (più ampia) da monitorare, intervenendo in modo mirato in occasione di iniziative di una particolare importanza o costruendo nostre iniziative,

– le aziende capitaliste e le aziende pubbliche presenti nella zona di competenza (a partire dalla diffusione mensile di Resistenza),

– le OO e OP da seguire in maniera sistematica nella zona di competenza,

– i collaboratori e simpatizzanti esistenti e definire progetti di orientamento, formazione (a partire dalle letture mensili di Resistenza) e coinvolgimento nella costruzione e realizzazione di attività (ad es. le diffusioni mensili davanti alle aziende capitaliste e alle aziende pubbliche),

– gli ambiti principali e secondari di intervento della Sezione e la loro giusta combinazione (il Lavoro Operaio deve essere posto come ambito centrale in tutte le Sezioni; ad esso è possibile affiancare un altro ambito, ma deve essere secondario e sostanzialmente funzionale al principale, ad es. il Lavoro Giovani – favorire il legame studenti-operai).

L’impostazione del lavoro esterno deve tener conto delle caratteristiche della Sezione (o del membro singolo) al fine di definire un’attività che sia alla portata del collettivo e che permetta ad esso di effettuare sperimentazioni formative attraverso cui acquista sicurezza, si cimenta nell’applicazione della linea nella pratica, avvia lo sviluppo del legame con le masse popolari e le OO e OP della zona.

2.4. Nel dirigere gli organismi del Partito bisogna applicare sistematicamente due importanti criteri:

  1. mettere al centro la sinistra: in un organismo bisogna individuare su quali compagni far leva principalmente, chi ha un giusto orientamento e una giusta linea (la sinistra) e rafforzarli, formarli, curarli, mobilitarli per spingere in avanti anche gli altri compagni e aggregarne di nuovi. Sono questi i compagni da cui partire e su cui concentrarsi (senza trascurare gli altri, ma tenendo ben presente la combinazione tra i due). Partire dall’avanzato per trasformare l’arretrato;
  2. creare un indirizzo unitario nella sinistra dell’organismo in merito agli obiettivi da raggiungere, alla linea da adottare e al piano da seguire. Creare un’unità di indirizzo lancia in avanti la sinistra, alimenta la sua mobilitazione intellettuale, morale e pratica, favorisce lo sviluppo della creatività e dello spirito di iniziativa. Per fare questo bisogna ragionare a fondo con la sinistra sull’analisi del contesto territoriale, sulla contraddizione principale della Sezione, sui collaboratori e simpatizzanti, sugli ambiti di lavoro e i primi passi da fare. In sintesi, bisogna sviluppare un ragionamento educativo e paziente attraverso cui insegnare a pensare. Tanto più si va a fondo nel ragionamento su tutti questi punti con la sinistra, tanto più si riesce a mobilitare positivamente l’organismo e a elevare la sua azione.
  1. La raccolta forze e la loro valorizzazione attraverso piani precisi di formazione e di impiego

3.1. Il reclutamento di nuovi membri.

Il P.CARC opera per reclutare i compagni della base rossa, in particolare gli operai avanzati che tirano un bilancio principalmente positivo della prima ondata delle rivoluzione proletaria e condividono il piano tattico del Governo di Blocco Popolare. A questo fine il P.CARC dedica una particolare attenzione e cura alla propaganda del socialismo e del comunismo, al dibattito sul bilancio della prima ondata delle rivoluzione proletaria, sull’analisi delle situazione e sulla linea da seguire. Coscienza e organizzazione sono i due fattori di forza del movimento comunista. Diventare membri del P.CARC significa accedere ad una scuola per imparare a lottare con una visione più lungimirante (con maggiore scienza e coscienza) e con una superiore efficacia (orientamenti, linee, metodi e strumenti) per portare le OO e OP a instaurare il GBP e avanzare così nella lotta per il socialismo.

Per entrare nel P.CARC si effettua un percorso di candidatura con cui si promuove la conoscenza del Partito da parte del compagno (la sua analisi, linea e funzionamento) e la conoscenza del compagno da parte del Partito. La candidatura è preceduta da una lettera che il compagno invia al Partito, in cui illustra le motivazioni per cui vuol entrare nelle sue fila e i tratti principali della sua esperienza politica e personale (in sintesi con la lettera egli si presenta al Partito). La candidatura ha una durata di tempo definita ed è un percorso teorico e pratico con cui si avvia la Riforma Morale e Intellettuale del compagno e il suo impiego: si inizia la formazione ideologica sulla concezione e linea del P.CARC, si incominciano a trattare aspetti della concezione, mentalità e in una certa misura anche personalità del compagno da trasformare, gli si assegnano dei compiti da svolgere, inizia a versare la sua quota mensile. Al termine del periodo di candidatura si tira un bilancio e si procede nell’entrata nel Partito (salvo valutazioni differenti da parte del Partito o del compagno). Con l’entrata nel P.CARC procede la RMI del compagno e gli vengono assegnati dei compiti ben definiti  che svolgerà con il sostegno e sotto la guida del collettivo.

3.2. I collaboratori e simpatizzanti.

La valorizzazione dei collaboratori e simpatizzanti costituisce il secondo livello della raccolta forze. Essi sono una rete di intervento tra le masse popolari per veicolare (in forme e modi differenti) il nostro orientamento e linea, per arrivare in ambiti in cui non siamo presenti, per legare a noi nuove persone, per effettuare la raccolta fondi, per costruire le nostre iniziative (rendendoli parte attiva anche nella loro ideazione), per raccogliere elementi di inchiesta su contesti e OO e OP che non conosciamo ma che ci interessano, per raccogliere le idee sparse tra le masse utili per rendere più efficace la nostra propaganda. Per ogni collaboratore e simpatizzante dobbiamo definire precisi piani di formazione e di impiego (tenendo conto delle loro caratteristiche) attraverso cui promuovere la loro crescita ideologica e politica, rafforzare il legame con noi ed elevare il loro intervento tra le masse popolari.

3.3. I contatti.

I contatti sono persone che entrano in relazione con il Partito in modo diretto (attraverso raccolta firme ai banchetti, diffusioni alle manifestazioni, ecc.) o indiretto (liste di diffusione, ecc.), sia in zone dove  il Partito è presente con proprie sezioni o membri singoli sia in zone dove non è ancora presente. L’interesse per il Partito può esprimersi attraverso manifestazioni di simpatia oppure con critiche e dubbi (ad esempio attraverso commenti ai comunicati, ecc.) verso la linea che promuoviamo: in entrambi i casi dobbiamo puntare a sviluppare il dibattito e approfondire il rapporto.

L’intervento sui contatti che esprimono un interesse nei nostri confronti e con cui il rapporto è solo a uno stadio iniziale, costituisce il terzo livello della raccolta forze.

Dobbiamo curare la valorizzazione, la formazione e la mobilitazione di ogni contatto e assegnargli dei compiti in base alle sue caratteristiche personali e politiche, ai legami che ha con altri compagni, lavoratori, ecc. ma anche organismi, alle caratteristiche del contesto in cui è inserito. Molti sono i modi con cui un contatto può contribuire alla nostra azione pur non entrando nel Partito: farci avere il suo indirizzario mail per potenziare la nostra lista di distribuzione, aggiornarci sulla presenze di aziende capitaliste e pubbliche nella sua zona, aggiornarci su quanto avviene nella sua zona (smantellamento industrie, lotte operaie, lotte ambientaliste, ecc.), segnalarci iniziative interessanti che si tengono nella sua zona e singoli e/o organismi su cui reputa che sia opportuno intervenire, farci avere comunicati, volantini e prese di posizione prodotti da altre forze e che ritiene utile farci conoscere, inviarci resoconti di iniziative e/o manifestazioni a cui partecipa, segnalandoci le persone interessanti su cui intervenire e i loro recapiti,  diffondere su facebook i comunicati del Partito, proporre temi da trattare su Resistenza e inviandoci le sue considerazioni (riflessioni, critiche, proposte) sul mensile, diffondendo nella sua cerchia Resistenza, raccogliendo valutazioni e considerazioni sulla nostra propaganda e farcele avere, farci delle sottoscrizioni, metterci in collegamento con persone o organismi, ecc. Attraverso un contatto dobbiamo arrivare ad altre persone e organismi (ad es. può aprirci le porte di una fabbrica presentandoci due o più operai attivi e che hanno la falce e martello nel cuore).

I PRINCIPALI PRINCIPI E CRITERI DEL FUNZIONAMENTO DEL P.CARC

2.1. La democrazia proletaria e il centralismo democratico.

Nel P.CARC ogni compagno è inserito in un processo di Riforma Morale e Intellettuale attraverso cui eleva la sua concezione del mondo e la sua pratica: è formato, stimolato e diretto affinché impari a pensare scientificamente (ad analizzare la situazione, definire linee, tirare insegnamenti dall’esperienza, correggersi), impari ad agire e impari a dirigere. Tutti i compagni sono spinti in avanti e le differenze che esistono tra i membri sono tenute in considerazione nell’assegnazione di compiti e ruoli e trattate applicando il criterio “chi è più avanti insegna a chi è più indietro, chi è più indietro si impegna ad apprendere e ad avanzare delegando sempre meno”. Questa è la concezione che guida il funzionamento interno al P.CARC, la democrazia proletaria che vige al suo interno.

Sul piano organizzativo questa concezione si traduce in un unico sistema nazionale di direzione e in un’unica disciplina: l’individuo è subordinato al collettivo, la minoranza è subordinata alla maggioranza, l’istanza inferiore è subordinata all’istanza superiore. Quattro sono i punti in cui si concretizza il centralismo democratico:

  1. elettività degli organi dirigenti dal basso in alto;
  2. obbligo di ogni organo di Partito di rendere periodicamente conto della sua attività all’organizzazione che lo ha eletto e agli organi superiori;
  3. rigorosa e leale disciplina di Partito e subordinazione della minoranza alla maggioranza;
  4. le decisioni degli organi superiori sono incondizionatamente obbligatorie per gli organi inferiori.

 

2.2. Lotta tra le due linee.

Il metodo principale con cui nel Partito si contrasta l’influenza ideologica della borghesia e del clero è la lotta tra le due linee. Essa consiste nell’individuare in ogni situazione concreta la linea che porta ad avanzare (la sinistra) e la linea che frena o che porta ad arretrare (la destra), trattarle apertamente e lottare sul piano teorico e pratico per far prevalere la prima sulla seconda, conquistando i compagni oscillanti (il centro) e mobilitando tutto l’organismo nella sua attuazione. Nell’affrontare nuove situazioni, nuovi problemi, una trasformazione è inevitabile che nel Partito sorgano delle divergenze, che l’uno si divida in due. Questo è l’effetto combinato della contraddizione tra vero e falso, tra nuovo e vecchio e della contraddizione di classe in cui siamo immersi (classe operaia-borghesia). I comunisti non devono temere il dibattito, la ricerca e la verifica delle diverse posizioni (“la verità è rivoluzionaria!”) ma promuovere in ogni ambito la lotta di classe.

La sinistra nel Partito è costituita da chi si cimenta nella sua Riforma Morale e Intellettuale, prende l’iniziativa e si sperimenta (assieme al proprio collettivo) nell’intervenire creativamente sulle OO e OP per portarle a costruire il GBP e nella raccolta forze. Essa impara attraverso lo studio e l’esperienza (dai successi e dalle sconfitte), non nasconde i propri limiti ed errori ma si cimenta nell’affrontarli e superarli, promuove e sostiene la trasformazione degli altri compagni, sviluppa la lotta tra le due linee.

La destra è costituita da chi non vuole trasformarsi, resiste alla trasformazione e si fa portatore della linea della borghesia e del clero al nostro interno (elementi anti-partito e anticomunisti). Bisogna distinguere tra destra e arretrati. L’arretrato è costituito da chi non comprende la linea del Partito o analizza in modo errato (con il senso comune anziché con il materialismo dialettico) la situazione per limiti di concezione e di esperienza e pertanto si interviene su di lui principalmente con la formazione, l’esempio del dirigente, l’esperienza fatta con il collettivo e il suo bilancio.

La destra si contrasta invece sviluppando la lotta tra le due linee. La sinistra deve trasformare la destra. Se la destra risulta irriducibile, la deve espellere.

2.3. Statuto

Gli organismi, i membri e i candidati del Partito devono conformare la loro attività e la loro condotta alle regole e ai principi indicati dallo Statuto approvato dal IV Congresso.

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