A metà marzo abbiamo richiesto una intervista alla Console Generale della Repubblica Bolivariana del Venrezuela a Napoli, Amarilys Gutierrez Graffe, affinchè presentasse con una visione d’insieme il significato e gli obiettivi del Secondo Incontro Nazionale in solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana che si svolgerà a Napoli dal 10 al 12 aprile. L’obiettivo era la pubblicazione su Resistenza n. 4/2015. Con grande disponibilità la Console ha risposto alle domande e, in verità, è andata ben oltre, offrendo una serie di elementi di grande interesse che vanno oltre l’iniziativa specifica e offrono una comprensione più profonda dei contenuti e delle forme della Rivoluzione Bolivariana. Tuttavia tali elementi sono stati toccati solo superficialmente, mentre meritano invece un approfondimento.

Abbiamo deciso di diffondere alcuni stralci dell’intervista che la Console ha rilasciato, i passaggi più utili a inquadrare il nesso fra le giornate di Napoli (la solidarietà) e il contenuto della rivoluzione bolivariana (alcuni elementi da cui emerge cosa si intende per protagonismo operaio e il ruolo che il governo ha nel promuoverlo) e, contestualmente, abbiamo anche deciso di chiedere alla Console la disponibilità ad approfondire, argomentare e spiegare i passaggi che altrimenti apparirebbero disorganici, poco sviluppati.

Nel testo che segue, comunque, due cose emergono con estrema chiarezza: il ruolo della classe operaia nella Rivoluzione Bolivariana (la stessa Console appartiene alla classe operaia) e la grande fiducia che il governo Bolivariano ha nella solidarietà internazionale, che deriva dalla grande fiducia che ripone nelle masse popolari venezuelane.

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Un esempio pratico di trasformazione dei rapporti di produzione nel Venezuela Bolivariano
“Permettete una breve introduzione da chi era un’operaia come me, senza alcun tipo di protezione o garanzia lavorativa. Faccio questa precisazione in modo da avere presente che prima di tutto io sono, e sarò per sempre, un’orgogliosa operaia che, a partire l’arrivo di Chavez è divenuta un’operaia al servizio della rivoluzione bolivariana.
Con la nuova Costituzione del 1999, la Repubblica del Venezuela è stata rifondata nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, ottenendo il passaggio da una democrazia meramente rappresentativa a una democrazia partecipativa per definizione costituzionale, dando vita così alla Costituzione originaria di uno Stato sociale, di diritto e di giustizia, di partecipazione popolare, configurato politicamente come uno Stato Federale Decentralizzato.
Con decreto presidenziale si è proceduto alla conversione immediata al Potere Esecutivo Nazionale, che agisce attraverso il ‘Ministerio del Poder Popular para las Obras Publicas y Vivienda’, dei beni che compongono l’infrastruttura portuale e le competenze per la conservazione, la gestione e lo sfruttamento dei Porti Pubblici, in particolare quelli commerciali, così come indicato nella Gaceta Oficial Nº 39.143, del 20 marzo 2009. Nel momento in cui Chavez ha ordinato la revoca delle concessioni portuali alle imprese private il governo ha nominato un gruppo multidisciplinare di esperti per la valutazione e le indagini scientifiche su tutte le informazioni raccolte, coinvolgendo i lavoratori, passo dopo passo, nell’intero processo produttivo. I risultati hanno mostrato che nell’anno 2009 quando Bolipuertos riceve tutti i porti e i lavoratori delle imprese private, la situazione è critica, tutti i diritti sono stati violati. Le strutture si sono rivelate carenti, in uno scenario regionale e mondiale altamente competitivo, con una struttura funzionale e amministrativa poco operativa, mancanza di informazioni strategiche, scarsa accessibilità ai porti per via terrestre.
(…) I porti del Litoral Central venezuelano, in particolare il porto de La Guaira (uno dei pochi porti al mondo a gestione esclusiva dello Stato a partire dal decreto emanato nel 2009) si è cominciato a trasformare in un modello per la Gestione dei Porti nella Repubblica Bolivariana del Venezuela socialista, esempio per tutti i porti commerciali presenti sul territorio venezuelano e per tutte le imprese recuperate attraverso l’autogestione, basate su principi etici, umani, sociali e strutturali.
Dalla mia prospettiva operaia, come ex lavoratrice, come ricercatrice sul tema dal 2009 al 2013, è possibile affermare che un modello teorico per lo sviluppo e il mantenimento della Gestione dei Porti nella Repubblica Bolivariana del Venezuela, valido per qualsiasi azione e per qualsiasi dimensione, sia un approccio concettuale del processo operativo che deve utilizzare il sistema di pianificazione portuale come risorsa metodologica per mantenere l’efficacia e l’efficienza in tutti i porti del paese.
E’ possibile che le imprese siano in mano di lavoratori in base alle tendenze socialiste di rango costituzionale e legale, basate sui principi di solidarietà, fraternità, amore, libertà e uguaglianza. E per onorare e rendere degno il lavoro delle nostre lavoratrici e dei nostri lavoratori, in virtù del principio d’inclusione sociale con l’obiettivo di ottenere un equilibrio tra le mansioni svolte e la remunerazione corrispondente, l’ordine costituzionale evidenzia: “…a pari lavoro…pari salario…”.
Le imprese private passate in mano ai lavoratori sono divenute produttive.
La gestione dal 2009 all’anno 2013 è stata inquadrata nelle linee strategiche stabilite dal Progetto Nazionale Simón Bolívar, Primo Piano Socialista di Sviluppo Economico della Nazione 2007-2013, governato da principi e valori etici, diretto a garantire le attività dell’Esecutivo Nazionale, attraverso politiche di integrazione delle risorse nazionali strategiche, con l’obiettivo di avanzare verso l’orizzonte socialista ed elevare la felicità sociale del nostro popolo.
Durante l’autogestione operaia, i lavoratori dell’azienda Bolivariana de Puertos, hanno seguito i piani e i progetti della Nazione, con l’obiettivo di accelerare la costruzione del nuovo modello produttivo socialista, al fine di puntare alla crescita dell’istituzione e quindi ottenere prestazioni efficaci ed efficienti dei processi amministrativi e operativi di Bolivariana de Puertos e le sue diverse unità a livello nazionale, con lo scopo di ottimizzare il funzionamento dei porti: La Guaira, Estado Vargas; Puerto Cabello, Estado Carabobo; Maracaibo, Estado Zulia; Guamache, Estado Nueva Esparta; Guanta, Estado Anzoátegui y La Ceiba, Estado Trujillo.
Le esigenze e le opportunità di azione per migliorare lo stato di funzionamento di questi porti, a breve, medio e lungo termine, furono stabilite dagli operai stessi, come priorità strategiche aventi l’obiettivo di poter far fronte alle sfide future poste dalla crescita del traffico marittimo internazionale, e la crescita dei volumi di carico che fanno il loro ingresso nei porti pubblici ad uso commerciale del paese. In riferimento a questa realtà, il rafforzamento della produttività portuale, risulta determinante per Bolivariana de Puertos, in qualità di Amministratore Portuale dello Stato Venezuelano. Concludo con questa riflessione del Presidente Hugo Rafael Chávez Fría – del 30 aprile 2010 – indirizzata alla Classe Operaia Venezuelana: “Io credo in voi, metto in gioco la mia vita per la Classe Operaia, chiedo a tutto il governo di mettere in gioco la propria vita per la Classe Operaia (…) Dobbiamo essere un governo sinceramente operaista, un governo delle lavoratrici e dei lavoratori, nelle parole e nei fatti: non possiamo mettere in pratica azioni istituzionali e governative, che contraddicano la nostra definizione operaista”.
Il Presidente Nicolas Maduro, che tiene alta la bandiera rivoluzionaria del Presidente Eterno e del Pensiero Bolivariano, ha detto: “La destra venezuelana non può concepire com’è  il mondo del lavoro, pretende che la classe operaia sia sottomessa, che i lavoratori non assumano posizioni di fermezza e militanza per la patria e l’indipendenza”.

 

Sul ruolo del Venezuela a livello internazionale e sulla solidarietà internazionalista

“Nel caso del Venezuela, conquistare la rivoluzione è stato molto duro; inoltre un caso atipico, perché abbiamo contato con un leader carismatico, il Comandante Eterno Hugo Chávez, educatore dei popoli, di estrazione popolare (…) e con l’eroismo e sacrificio dei nostri aborigeni e predecessori, proveniente dal seno della Fuerza Armada Nacional forgiatrice di libertà, di una patria libera e sovrana, di una patria amata come una donna, concepita como una “Matria” più che come una Patria.

Chávez ci ha liberati, ci ha svegliati, ci ha ridati dignità. La Repubblica Bolivariana del Venezuela è ciò che è grazie a lui, e di conseguenza grazie al nostro “operaio presidente”, il primo presidente chavista, Maduro.
Il popolo italiano è un popolo eroico, patriota ed è stato fondamentale il ruolo delle masse popolari per ciò che hanno contribuito a realizzare concretamente con la solidarietà verso il popolo venezuelano per far conoscere la realtà e contrastare l’opinione della dittatura mediatica. L’Italia ha offerto sostegno attraverso più di 60 gruppi con molti e differenti associazioni, collettivi, organizzazioni, movimenti, partiti, associazioni di migranti, una rete articolata.

Il Secondo Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana nella città di Napoli è una eccellente iniziativa che raccoglie i passi avanti fatti su temi tanto importanti come quelli della costruzione di una struttura articolata ed inclusiva affinché tutte le organizzazioni si mantengano in comunicazione permanente, con il fine di sviluppare azioni di solidarietà concertata e coordinata, efficace ed efficiente, e con l’obiettivo di contrastare le azioni di destabilizzazione del processo bolivariano e affrontare la perversa guerra mediatica.

Non dobbiamo dimenticare che l’appuntamento ricade, a partire dal 10 aprile, in occasione del 12° Anniversario del golpe che nel 2002 tentò di eliminare il Presidente costituzionale e democraticamente eletto, Chávez. Senza contare che non si è ancora fermato il golpe continuo iniziato nel febbraio del 2014 e che si acuisce con l’ordine esecutivo del presidente di questo paese, Barack Obama, il quale ha dichiarato il Venezuela minaccia  “inusuale e straordinaria”. Il nostro presidente Nicolás Maduro lo ha definito “il passo più aggressivo, ingiusto e nefasto che mai sia stato avanzato contro il Venezuela”, come ha poi affermato il nostro operaio presidente: “Credo che sia impressionante, per la Storia del Venezuela, la grande quantità di chi in tutto il mondo ha espresso la propria contrarietà contro l’infame decreto, il quale non è altro che un’aggressione contro un popolo innocente, un’aggressione contro il degno popolo del Venezuela”. Il nostro presidente Maduro consegnerà in occasione del Vertice delle Americhe a Panama, al presidente degli USA, 10 milioni di firme che reclamano rispetto per il Venezuela.

Il Secondo Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana è uno spazio ideale per reiterare il rifiuto dell’ordine esecutivo emesso dalla Casa Bianca, che implica sanzioni contro sette funzionari per la presunta violazione dei diritti umani. Il nostro presidente ha scritto una lettera aperta al popolo degli Stati Uniti d’America tenendo a precisare che siamo il popolo di Bolívar, affezionato alla pace, al rispetto di tutte le nazioni del mondo da due secoli, ricordando che i nostri Padri fondarono la Repubblica sulla base del principio che tutte e tutti sono uguali di fronte alla legge. Crediamo nella Pace, la Sovranità nazionale ed il diritto internazionale, la coesistenza pacifica, a forme di convivenza tra Stati con differenti sistemi politici, economici e sociali sulla base del fatto che tutti devono riconoscere i diritti umani, ed in sovrana Uguaglianza, Indipendenza ed Autodeterminazione. Tutti i popoli e tutte le nazioni hanno il diritto di scegliere liberamente il proprio regime politico, economico e sociale, a preservare la propria integrità territoriale ed il proprio diritto di conservazione: quei diritti attraverso i quali lo Stato si fornisce dei mezzi necessari per garantire la propria difesa contro i nemici interni ed esterni. Rispetto reciproco e Diritto alla nazionalizzazione: il potere che i popoli hanno di disporre delle proprie ricchezze e delle proprie risorse. Ciò che chiediamo è che sia rispettata la nostra sovranità. Grazie a voi per questa importante opportunità”.

 

 

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