Un Congresso “aperto”. L’esperienza della Carovana del (n)PCI di cui il P.CARC fa parte è lunga e articolata, la nostra capacità di elaborare l’esperienza può e deve migliorare, tuttavia giungiamo al IV Congresso forti di un’analisi generale che ha riscontri oggettivi, quindi procediamo con la sperimentazione pratica (cioè la traduzione della linea nel concreto) e con l’elaborazione di nuove sintesi che arricchiscono la teoria, che a sua volta è superiore guida per un’azione più efficace.

Con le Tesi approvate nel 2012 abbiamo fatto un articolato lavoro per fissare i principi, i criteri, i metodi, gli insegnamenti che avevamo tratto dal percorso fin lì fatto per trasformarci da gruppo politico (forza soggettiva della rivoluzione socialista) a Partito che interveniva nella lotta politica borghese. E’ stata un’elaborazione ricca che ha posto le basi per la nostra attività nei tre anni successivi.

Il Congresso del 2015, il IV, ruota attorno all’elaborazione, studio e discussione delle Risoluzioni che sono la combinazione della sintesi dell’analisi scientifica della situazione e dei compiti dei comunisti (che deriva dal bilancio della prima ondata della rivoluzione proletaria e dall’uso del patrimonio del movimento comunista) con le linee di sviluppo che individuiamo per attuare il compito di mobilitare le masse popolari, e in primo luogo gli operai, a costituire un proprio governo d’emergenza, a farlo ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia e a orientarne, sostenerne e difenderne l’operato.

Con basi ideologiche più solide rispetto al passato, perché più ricca è stata l’esperienza pratica nella quale abbiamo verificato la teoria e grazie alla quale l’abbiamo affinata, approfondita, arricchita ed estesa, lanciamo un dibattito aperto sui documenti congressuali per farne non solo un momento di sintesi e discussione “interni”, ma anche uno strumento per ragionare sulle radici e le prospettive della lotta di classe in corso valorizzando l’esperienza e le aspettative di quella consistente parte delle masse popolari e dei lavoratori che hanno la falce e il martello nel cuore.

Non significa “diluirsi” nel movimento popolare, significa al contrario mettere sul piatto della discussione le questioni che attengono alla rinascita del movimento comunista, all’analisi della situazione e ai compiti che abbiamo di fronte, noi e tutti coloro che hanno a cuore il futuro delle masse popolari.

La discussione delle Risoluzioni la intendiamo aperta e pubblica fin dalla fase in cui la Direzione Nazionale del Partito le presenta alle Federazioni e alle sezioni per arricchirle, dibatterle, migliorarle, usarle per riflettere, ragionare, pensare e porre domande, questioni aperte, dubbi. A questo processo di elaborazione chiamiamo gli operai e i lavoratori avanzati, le donne, i giovani, gli immigrati, gli attivisti sindacali e dei movimenti contro la crisi e i suoi effetti.

Non è e non intendiamo che sia una “agorà” dove ognuno dice arbitrariamente quello che ritiene giusto dire, a ruota libera ma una discussione in cui ognuno può dare il suo contributo, anche critico, mettendo al centro la relazione fra la sua esperienza e quanto le Risoluzioni esprimono e indicano. Non è una discussione sui massimi sistemi, ma una discussione di indirizzo che parte dalle esperienze concrete di ognuno che vi parteciperà.

Le Risoluzioni (provvisorie) saranno pubblicate su www.carc.it e possono essere richieste anche via mail a carc@riseup.net. Invitiamo i lettori di Resistenza a intervenire in questo dibattito, come ogni Federazione e Sezione inviterà a partecipare alla discussione i simpatizzanti, collaboratori, operai, compagne e compagne con cui è in contatto.

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