Chiudiamo il giornale immediatamente dopo lo sgombero della Sala di Rappresentanza del Comune di Carrara ad opera della Polizia su mandato del sindaco Zubbani (sostenuto da tutti i partiti della sua maggioranza di Centro-sinistra). L’Assemblea Permanente non si è dispersa, continua le assemblee pubbliche e le attività che aveva avviato. Per seguire le evoluzioni, per esprimere solidarietà, per conoscere le attività e i progetti e sostenerli, rimandiamo direttamente alla pagina facebook dell’Assemblea. In questo articolo trattiamo di una delle tante attività promosse dall’Assemblea che dà il senso di ciò che a Carrara le masse popolari stanno costruendo e sperimentando: l’autorganizzazione del lavoro per ristrutturare le case alluvionate.

Dopo un’occupazione di circa tre mesi il Gruppo di Aiuti dell’Assemblea Permanente (AP) ha promosso la prima iniziativa che rientra in ciò che definiamo sciopero al contrario, dando inizio ai lavori di ristrutturazione di alcune delle case danneggiate dall’alluvione dello scorso 8 novembre. A mobilitarsi sono stati in tanti: dagli architetti (tra cui la Consigliera Comunale Claudia Bienaimé) che hanno eseguito gratuitamente le perizie nelle case della zona rossa, ad alcune aziende che hanno fornito gratuitamente il materiale edile, ai muratori e agli idraulici che hanno messo a disposizione il proprio mestiere per avviare i lavori, a quelli che, infine, si sono mobilitati per la raccolta fondi.
I lavori sono iniziati sulla base di una pianificazione del Gruppo di Aiuti, a beneficiarne gli abitanti con maggiori difficoltà economiche. Indipendentemente dall’entità del lavoro svolto, lo sciopero al contrario dimostra che:
– se esiste un nucleo, anche piccolo, deciso a portare avanti una lotta, anche un organismo nato principalmente sul contro (contro l’Amministrazione Comunale e il Sindaco, in risposta al disastro ambientale causato da anni di governo scellerato del territorio) si trasforma e cresce sul terreno del per. E’ questa la base principale per far si che tutto quello che l’organismo promuove sia concretamente (anche se a volte inconsapevolmente) un’esperienza pratica di mobilitazione e organizzazione che eleva la coscienza di chi vi partecipa.
– Ciò che qualifica la stabilità e l’azione di un organismo popolare (in questo caso l’AP) non è principalmente la capacità di resistere alla repressione e ai ricatti del nemico (benché sia necessario farlo). L’aspetto principale è la capacità di uscire fuori e legarsi alle masse popolari del proprio territorio, moltiplicando iniziative come lo sciopero al contrario. E’ il modo attraverso cui si mette in evidenza e si affronta il legame fra il problema specifico (in questo caso il dissesto idrogeologico causato dalle speculazioni) e la questione generale, il lavoro: per rimettere in piedi Carrara c’è bisogno del lavoro di tutti. L’AP è in grado di capirlo, di dimostrarlo e di mobilitare e organizzare le forze sane della città a prendere provvedimenti in merito.
– Occuparsi concretamente della propria città (ma in generale del proprio territorio, quartiere, del paese intero) significa assumersi la responsabilità di mettere in campo iniziative che incidono sul contesto economico, politico e sociale, in questo caso la ristrutturazione degli edifici alluvionati. In definitiva, passare dalle parole (ci vorrebbe questo o quello) ai fatti (facciamo questo e farlo). Lo sciopero al contrario è infatti una forma di mobilitazione pratica che si contrappone nettamente alla diffusa tendenza a mobilitarsi principalmente sul piano delle idee e a non far corrispondere a queste una azione conseguente.

Qualcuno potrebbe obiettare che il nostro paese pullula di iniziative di autorganizzazione e mobilitazione dei cittadini, in molti ambiti (ambientale, sociale, ecc.) e che il volontariato finisce per essere una forma di sostituzione alle Istituzioni. In parte è vero, perché il degrado crescente che le classi dominanti producono nella vita delle masse popolari è tale da indurre alla mobilitazione spontanea la parte più generosa e sana; è vero anche che le Istituzioni usano a proprio vantaggio questa diffusa spinta ad organizzarsi per migliorare la società.
Questo genera una contraddizione in molti organismi popolari, tra la tendenza positiva a creare organizzazione per occuparsi della società e la tendenza a occuparsi della società in senso volontaristico, lasciando in mano il pallino del potere alle Istituzioni e alle Autorità delle classi dominanti. Qui sta il valore generale di questa iniziativa, per quanto piccola e circoscritta: nell’indicare una via concreta per passare dal mettere le pezze al mondo che crolla a diventare autorità popolari che prendono in mano, progressivamente, la gestione di ambiti sempre più vasti della vita collettiva.
Lo sciopero al contrario di Carrara è solo un primo passo, indipendentemente dalla coscienza che se ne ha, è la migliore prova di resistenza al sopraggiunto sgombero, un rilancio per il lavoro dell’AP, un passo avanti nella rinascita di Carrara e un insegnamento a chi vuole imparare a non chiedere più “ a chi comanda” di fare ciò che non vuole fare.

 

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