Nel marzo del 2014 abbiamo lanciato la campagna di sottoscrizione per Resistenza con l’obiettivo di raddoppiare le pagine del formato cartaceo. Il formato cartaceo è importante, dicevamo, perché ci permette di entrare nelle aziende, negli aggregati, nei movimenti e fare della propaganda uno strumento che apre le porte all’organizzazione. L’obiettivo di raddoppiare le pagine è stato raggiunto, le sperimentazioni per usare di più e meglio Resistenza come strumento per promuovere l’organizzazione sono iniziate: nelle aziende, nei quartieri (con diffusioni casa per casa, banchetti, attacchinaggi del giornale nei luoghi di ritrovo e di passaggio), nelle scuole. Non riusciamo a fare qui un bilancio matematico di quanto e come con il successo di quella campagna di sottoscrizione per Resistenza abbiamo fatto un significativo passo in avanti. Il passo in avanti stava nella linea di sviluppo che avevamo individuato e che abbiamo perseguito, presupponeva anche una nostra trasformazione (sia nel concepire l’ideazione di ogni numero del giornale, sia di come usarlo per estendere ed elevare la nostra azione), le gambe per marciare erano quelle sottoscrizioni. Centinaia di compagne e compagni sparsi per l’Italia hanno dato il loro contributo.
Oggi rilanciamo la campagna a sostenere economicamente Resistenza. L’obiettivo per il 2015 non è il raddoppio delle pagine, ma il consolidamento della nuova redazione e il rafforzamento complessivo del Partito attraverso il suo giornale. Stabilizziamo la richiesta di abbonamenti – sottoscrittore da 50 euro o più e la rivolgiamo a tutti coloro che ne hanno possibilità. Siamo fiduciosi di ottenere un’uguale, se non superiore, risposta di fiducia, di entusiasmo, di sostegno. Lo siamo basandoci su due aspetti: il primo è che Resistenza è già diventato più di quanto lo fosse anche solo un anno fa uno strumento di formazione (interna ed esterna al Partito), discussione, orientamento; il secondo è che già prima che iniziasse la campagna di raccolta economica abbiamo ricevuto importanti sottoscrizioni; non sono “venute così”, ma sono la manifestazione di un legame fra il giornale e i suoi sostenitori che è la manifestazione del legame della rinascita del movimento comunista con gli elementi avanzati e generosi della classe operaia e delle masse popolari. Se gli abbonati storici avranno modo di riconoscere la concezione che sta dietro a questa conclusione, per quelli nuovi si tratta di iniziare a conoscerla e assimilarla. Apprezzarla, anche. Non chiediamo soldi per mettere pezze alla società in rovina. Chiediamo sostegno economico per trasformare la società in rovina in luminoso futuro. Non chiediamo soldi per riempire pagine di denunce su come le cose vadano male, ma sostegno economico per diffondere analisi, elaborazioni, sintesi, orientamenti e linee di sviluppo che siano utili a chi non vuole limitarsi ai lamenti e alle invettive, a chi vuole fare la sua parte per cambiare il corso delle cose.
Questo è l’obiettivo della redazione di Resistenza. Ci riusciremo meglio anche con il vostro sostegno, questo deve essere (anche) un obiettivo vostro.

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