Nel gennaio scorso si è diffusa la notizia che le autorità venezuelane in Italia avessero accettato l’invito di una organizzazione rosso-bruna (una delle correnti che intossicano la galassia del movimentismo italiano con posizioni da destra sociale, spacciandosi per “socialisti”), Socialismo Patriottico, per far conoscere a Terni l’esperienza del protagonismo operaio sostenuto dal governo bolivariano (occupazione, autogestione e recupero di aziende chiuse dalle multinazionali – vedi Resistenza n. 10/2014).

Tempestivamente la natura e il ruolo degli organizzatori dell’evento è stata segnalata alle Autorità venezuelane che hanno respinto l’invito e mandato a monte l’iniziativa.

La questione tuttavia impone alcune riflessioni, a partire dalla evidente debolezza e disorganizzazione del campo che promuove la solidarietà con il governo e con le masse popolari del Venezuela (di cui fa parte anche il nostro Partito, beninteso). Se le autorità venezuelane sono cadute in una trappola strumentale (abbastanza artigianale, ma tant’è…) è principalmente responsabilità nostra (in senso lato), cioè di chi si è assunto (e ha per motivi politici) il compito di valorizzare quella esperienza nel nostro paese.

Quando diciamo che le formazioni della destra reazionaria ingrassano occupando gli spazi lasciati liberi dai comunisti, ecco, intendiamo anche questo.

Rilanciamo quindi l’appello a costruire coordinamento, collaborazione, unità d’azione (e confronto, anche, escluderlo non è serio) con quanti hanno sincero interesse a far conoscere e a imparare dall’esperienza del governo e delle masse popolari del Venezuela. Non lo facciamo “tanto per dire” o in modo generale.

Alla Festa Nazionale della Riscossa Popolare di Napoli abbiamo promosso un incontro pubblico fra il corpo diplomatico di Venezuela e Cuba e il nostro Partito da cui sono emersi cinque “filoni” su cui sviluppare conoscenza reciproca: “1. autorganizzazione e autogestione del lavoro; 2. il pensiero di Gramsci e i suoi apporti per la rinascita del movimento comunista internazionale; 3. mobilitazione dei giovani nella lotta per il socialismo; 4. mobilitazione delle donne nella lotta per il socialismo (organizzazione di iniziative in occasione dell’8 marzo 2015); 5. sport popolare (Coppa Ugo Chavez 2015)” da Resistenza n. 9/2014

Su questi cinque filoni alcune attività sono state avviate: la Conferenza sugli insegnamenti di Gramsci per la costruzione della rivoluzione in Venezuela e in Italia del 19 dicembre scorso a Napoli (a cui hanno partecipato il Segretario dell’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Alfredo Viloria; la Console di Napoli, Amarylis Gutierrez Graffe; la compagna e sociologa cubana Indira Pineda), altre attività sono in cantiere e procedono con difficoltà reciproche e l’obiettivo di far conoscere l’esperienza delle fabbriche autogestite del Venezuela agli operai italiani, agli organismi attivi in mobilitazioni popolari importanti come il movimento NO TAV.

Ecco, su questo lavoriamo (è un percorso comune, invitiamo a partecipare, a contribuire, a sostenere gli organismi della sinistra, dei sinceri democratici, pezzi di movimento e partiti che si rifanno al movimento comunista) per contribuire al Secondo Incontro Nazionale di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana che si svolgerà dal 10 al 12 aprile a Napoli.

 

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