Sostenere e sviluppare la lotta per l’agibilità di chi si mobilita per difendere le libertà democratiche conquistate con la Resistenza antifascista!
Solidarietà con gli antifascisti!
 
Qualche giorno fa è stato notificato ad un nostro compagno, a 13 compagni del LabAQ16 di Reggio Emilia e ad un compagno di Bologna, la misura cautelare dell’obbligo di firma per avere partecipato il 25 aprile alla mobilitazione antirazzista in opposizione alla presenza della Lega Nord. Questa provocatoriamente aveva deciso di tenere un iniziativa proprio a Reggio Emilia città Medaglia d’Oro al Valor militare della Resistenza e in occasione di una data significativa come la celebrazione della Liberazione dal nazifascismo.
Per questo il 25 aprile a Reggio Emilia decine di compagni, lavoratori, giovani, donne, immigrati e così i compagni del Partito dei CARC sono scesi in piazza per manifestare e rigettare la provocatoria presenza di un questa organizzazione razzista. Ma sopratutto sono scesi in piazza per difendere i valori di solidarietà e giustizia che la Resistenza antifascista ha affermato. Una mobilitazione che si inserisce nel più ampio e articolato movimento popolare che nasce come resistenza agli effetti della crisi e si sta trasformando sempre più in un movimento che lotta per la ricerca e ridefinizione del concetto di democrazia (partecipazione attiva dei lavoratori e delle masse popolari nella gestione delle società), che mette in discussione l’attuale sistema sociale e propone nuovi modi di produzione collettivi e condivisi e nuovi rapporti sociali.
La crisi generale avanza e il marasma economico alimenta e accresce l’emarginazione, la disoccupazione, la precarietà e lo sfruttamento. Le condizioni di vita e sopravvivenza delle masse popolari vengono attaccate e diventano sempre più precarie. Il problema della casa, del lavoro e di condizioni di vita dignitose per le masse popolari si inquadra in questo contesto. Un numero sempre maggiore di persone a causa della crisi economica si ritrovano senza lavoro, senza casa, senza possibilità di accedere all’assistenza sanitaria, all’istruzione, in totale assenza delle condizioni per una vita dignitosa.
In questo contesto si inseriscono le organizzazioni che fomentano le prove di fascismo e la mobilitazione reazionaria. La Lega Nord è un organizzazione della borghesia imperialiste che ha promosso e sostenuto le leggi razziali varate dai governi di centro-destra e di centro-sinistra che si sono succeduti negli ultimi vent’anni come la legge Bossi-Fini; il reato di immigrazione clandestina (2009, primo “pacchetto sicurezza” dell’allora ministro degli Interni Roberto Maroni della Lega Nord); i nuovi lager denominati CIE (istituiti in ottemperanza a quanto disposto dalla legge Turco-Napolitano – governo Prodi I) e CARA (istituiti dal governo Prodi II); le ordinanze e le misure razziste dei sindaci-sceriffi che sono proliferate a partire dal 2008 su impulso del primo pacchetto sicurezza Maroni e hanno il loro braccio armato nei gruppi fascisti. Un organizzazione responsabile delle prove di fascismo e della mobilitazione reazionaria. Che usa gli immigrati come bersaglio contro cui riversare il malcontento per le condizioni infami a cui i poteri forti costringono le masse popolari, li additano come responsabili delle condizioni di miseria, degrado e difficoltà a cui una parte crescente delle masse popolari è costretta. Che per questo si avvale dell’appoggio di gruppi fascisti come Forza Nuova, Casapound, Fiamma Tricolore, la Destra, il Fronte nazionale e tutta la galassia dei fascisti del terzo millennio (a braccetto con la Fraternità Pio X, la Lega Nord, ecc.) che attaccano vigliaccamente gli immigrati (ma anche giovani e sedi di sinistra oppure donne, omosessuali, emarginati, islamici e altri settori della popolazione), che godono spesso (molto spesso) della complicità, della connivenza o, nel migliore dei casi, dell’inerzia delle autorità. Un morbo che non infesta solo il nostro paese, ma tutti i paesi europei: Alba Dorata in Grecia, Front National in Francia, Jobbik in Ungheria, Fpoe in Austria…
 
Le 15 denunce e obblighi di firma sono indirizzati ai compagni e agli organismi che da tempo sul territorio si pongono attivamente come promotori della mobilitazione di studenti, lavoratori, immigrati in difesa di condizioni di vita dignitose e per fare fronte agli effetti peggiori della crisi. Questi compagni sono stati colpiti per il ruolo che ricoprono e per la tenacia con cui lottano. La difesa delle condizioni di vita, le campagne in difesa dell’ambiente, per la casa, per il lavoro possono e devono innanzitutto basarsi e sviluppare il protagonismo (coscienza e organizzazione) della mobilitazione delle masse popolari organizzate. Possono essere vittoriose e alimentare la resistenza popolare all’avanzare delle crisi se sono costruite e determinano alcune condizioni necessarie. Ma sopratutto devono andare oltre la singola rivendicazione, devono essere condotte per sostenere sviluppare il processo e creare le condizioni per la costruzione di un’alternativa politica all’attuale: il governo delle organizzazioni popolari e delle organizzazioni operaie.
Per questo oggi la borghesia attraverso i suoi apparati repressivi cerca di colpire quei compagni che con la loro azione danno l’esempio, quelli che già si pongono come organizzatori della resistenza che le masse popolari oppongono alla crisi, per difendere e conquistare il diritto ad una vita dignitosa.
Un’operazione repressiva che si inserisce in un contesto di crisi, disviluppo del movimento di resistenza e nel contempo direpressione contro gli organismi, gli aggregati e anche i singoli esponenti del movimento popolare colpevoli di difendere il diritto ad una vita dignitosa e sempre più colpiti da denunce, ordinanze di sgombero, decreti penali di condanna, fogli di via, fermi e arresti, cariche e pestaggi (per ultimo quello avvenuto oggi nei confronti dei lavoratori dell’AST di Terni).
A Reggio Emilia i casi più emblematici come sono quelli del 18 aprile 2009 con decine di denunce e provvedimenti che hanno colpito coloro che hanno scelto di affrontare gli effetti più gravi della crisi e di opporsi alle prove di fascismo e che reagirono con una manifestazione popolare ampia e partecipata agli attacchi e alle provocazioni di Casa Pound. La condanna nei confronti di due compagni del Collettivo Autorganizzato R60, “solidali e complici del movimento No Tav”. Ma anche il processo in corso per il 28 aprile 2009data in cui la Digos si prodigò nel fermare tre giovani compagni della sezione locale del Partito dei CARC con l’accusa di avere fatto una scritta nei pressi e per la chiusura del covo fascista di Casa Pound. Il solerte agente della Digos Corradi Fabio non esitò neppure a sparare alle gomme dell’auto guidata da un compagno! Fermò i compagni impedendo loro di avvertire compagni e familiari e li sottopose a perquisizioni fino alla mattina seguente.
Tutto questo accade a Reggio Emilia, città Medaglia d’oro della Resistenza!
 
E’ il razzismo e il fascismo nel nostro paese ad essere illegale!
La PM Maria Rita Pantani sta attivamente limitando l’agibilità politica degli antifascisti e favorendo quella dei gruppi razzisti, fascisti e xenofobi, lasciandoli scorrazzare per la città indisturbati a fomentare il loro clima di odio facendo carta straccia dell’Art.3 della Costituzione!
E’ criminale restare restare inerti di fronte alle stragi degli immigrati perpretate direttamente dai fascisti come quella compiuta da Casseri (militante di Casa Pound) a Firenze, nel dicembre 2011 che costò la vita a tre senegalesi cosiccome a quelle perpetrate in via indiretta da chi approva leggi razziali come la Bossi-Fini o la precedente Turco-Napolitano e poi ipocritamente piange i morti di Lampedusa!
L’iniziativa per cui gli antifascisti sono scesi in piazza è legittima. E se chi dovrebbe applicare la Costituzione non solo non lo fa, ma tollera, sostiene quando non foraggia e protegge i razzisti fascisti, la loro propaganda xenofoba, le prove di fascismo e razzismo, allora ben vengano le mille iniziative di base volte a ostacolare e impedire derive reazionarie.
 
Sostenere e sviluppare la lotta per l’agibilità di ogni individuo e associazione che si mobilita per difendere le libertà democratiche conquistate con la resistenza antifascista.
Non ci faremo intimidire dalla repressione in corso. Risponderemo colpo su colpo alle provocazioni e agli attacchi repressivi! Attraverso la resistenza alla repressione, la lotta contro la repressione e la solidarietà è possibile trasformare le operazioni repressive in uno strumento per estendere coordinamento, unità e lotta! La solidarietà verso chi promuove iniziative di “disobbedienza civile”, “diritto alla resistenza”, legittimo(il)legale o come lo si voglia chiamare, è un dovere per quanti oggi aspirano a un cambiamento reale della società e al contempo alimento di una trasformazione in senso positivo.
 
Aderisci e sostieni la campagna di solidarietà Una Firma Non Ci Ferma!
La lotta in corso è una battaglia contro l’impunità di chi tra le forze dell’ordine commette abusi nei confronti dei cittadini. Una battaglia per l’agibilità di ogni individuo e associazione che si mobilita per difendere le libertà democratiche conquistate con la Resistenza antifascista.
8 novembre 2014 mobilitazione cittadina.
 
Aderisci e sostieni alla lotta contro le prove di fascismo e gli abusi delle forze dell’ordine del Comitato 28 Aprile.
Firma l’appello in solidarietà con gli antifascisti, sostieni la campagna di solidarietà su change.org; su firmiamo.it
Chi deve andare sotto processo? Gli antifascisti o chi ha tollerato e difeso il covo fascista armi in pugno? Gli antifascisti o i fascisti di Casa Pound e la polizia, suoi difensori? E’ il fascismo nel nostro paese ad essere illegale! Allora ben vengano le mille iniziative di base volte a ostacolare e impedire derive reazionarie! Chi ha sparato non è la vittima, ma l’autore di un abuso di polizia. Che i fatti assumano il loro vero nome!
4 novembre 2014 giornata di solidarietà e lotta!
 
Solidarietà con gli antifascisti! La solidarietà è un’arma! Solo la lotta paga!
Denunciare e smascherare gli agenti che commettono abusi e soprusi!
Mettiamo sotto accusa gli unici e veri terroristi del nostro paese, a partire dal Golpe Bianco dal governo Monti-Napolitano e del Governo Renzi-Berlusconi che è stato costituito illegalmente e sta violando spudoratamente la Costituzione!
Migliorare le condizioni di vita delle masse popolari è possibile! E’ una questione di volontà politica!

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