Riceviamo e inoltriamo dal Comitato Contro la Repressione di Reggio Emilia.

 
Partito dei CARC – Emilia Romagna
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Solidarietà con Mattia colpevole di antifascismo!
Per la libertà e contro la repressione!
 
La notte del 28 aprile 2009 Mattia e altri due giovani compagni vennero fermati dalla DIGOS di Reggio Emilia a seguito di una scritta nei pressi della sede di Casa Pound. Gli agenti non esitarono addirittura a sparare alle gomme dell’auto per fermarli colpendo per fortuna solo la macchina. I compagni vennero “sequestrati” in questura, privati di ogni diritto e sottoposti a un “trattamento” palesemente ingiustificato e degradante.
A distanza di quattro anni, il 2 aprile prossimo, partirà il processo a carico di Mattia denunciato per lesioni dall’agente della DIGOS Fabio Corradi proprio quello che sparò quella notte.
A distanza di quattro anni riemerge in maniera del tutto distorta una storia che soltanto il caso a fatto sì che non finisse in maniera drammatica, alla pari di altre storie note o meno note in cui chi indossava la divisa ha abusato del proprio ruolo e del potere a lui conferito.
È proprio il caso di dirlo non solo ci sparano addosso…ma vogliono passare anche per vittime!
 
Per la libertà e contro la repressione!
Il 13 agosto 2008, il 31 marzo 2009, il 18 aprile 2009, il 28 aprile 2009, il 25 aprile 2010, il 10 dicembre 2011, il 13 giugno 2012. Queste sono le date dei casi più conosciuti e emblematici in cui la repressione e gli abusi delle forze dell’ordine si sono espressi con maggiore brutalità: nella “democratica” Reggio Emilia.
 
Approfittiamo di questa sede per esprimere la più piena solidarietà ai compagni del CollettivoR60 che si sono visti confermare dalla Cassazione le misure di dimora notturna e divieto di uscita dal Comune di residenza.
 
Questi come numerosi altri casi mostrano che ci troviamo di fronte ad una recrudescenza generale dei fenomeni repressivi che nel prossimo futuro, siamo sicuri, saranno sempre più legittimati anche da decreti legislativi.
 
Proprio a dicembre il ministro Cancellieri è ritornata a parlare di grave rischio di disordini e tensioni sociali a causa dell’aggravamento della crisi economica. Un monito che sembra quasi voler suggerire al prossimo governo di realizzare quei provvedimenti speciali liberticidi, come l’arresto differito e  il DASPO del manifestante, già auspicato in maniera bipartisan da tutti gli schieramenti politici in parlamento.
Ma la repressione non consiste solo nell’azione violenta delle forze dell’ordine o nella predisposizione incriminatrice delle procure e dei media.
La repressione è più che mai presente nello scippo della dignità di quanti sono detenuti nelle carceri, negli OPG o nei CIE, nelle politiche securitarie delle amministrazioni locali che diffondono la paura del diverso, nei continui attacchi ai diritti di lavoratori e studenti, nel ricatto del precariato o della disoccupazione, nella privatizzazione dei beni comuni, nella devastazione dell’ambiente e del territorio, nella speculazione edilizia ecc.
 
Solidarietà con Mattia colpevole di antifascismo
Esprimiamo la nostra solidarietà con tutti coloro che sono sottoposti ad attacchi repressivi.
Esprime la propria solidarietà Mattia e con gli altri compagni che il 28 aprile 2009 furono oggetto di abusi.
 
In Italia sono innumerevoli gli abusi più o meno gravi compiuti dalle forze dell’ordine che finiscono nel nulla per la paura di denunciarli, per le coperture di cui le forze dell’ordine godono, per gli immancabili depistaggi, per la difficoltà a procedere ai riconoscimenti in mancanza di un codice identificativo e per la prescrizione che in assenza del reato di tortura interviene puntualmente a garantire l’impunità ai responsabili.
 
La macelleria messicana di Genova, l’omicidio di Stefano Cucchi, quello di Federico Aldrovandi, la tragedia di Gabriele Sandri, di Giuseppe Uva, di Aldo Bianzino, di Paolo Scaroni (sopravvissuto a grave prezzo alla furia omicida di un’intera squadretta) stanno lì a dimostrarlo.
 
Per questo è importante che questa vicenda non passi inosservata. È importante che anche questo caso contribuisca a far sì che chi è vittima di un abuso di polizia non si senta solo, trovi il coraggio di denunciarlo e di lottare per la verità e la giustizia. Vorrei che anch’esso contribuisse a formare la coscienza che è possibile mobilitarsi affinché questi episodi non debbano più accadere.

Invitiamo chiunque a esprimere solidarietà con Mattia e a sostenere la lotta per la verità e la giustizia che sta portando avanti.
Invitiamo singoli e organizzazioni democratiche e progressiste a partecipare alle iniziative di solidarietà e di lotta che si svolgeranno prima del processo e il 2 aprile in occasione dell’udienza.
 
Nessuno deve essere solo di fronte agli abusi!
Contro la repressione e gli abusi della Digos il 2 aprile tutti con Mattia!

COMITATO CONTRO LA REPRESSIONE REGGIO EMILIA

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