Reggio Emilia, 09/10/2013
 
Applicare la Costituzionea Reggio Emilia: No agli abusi! Introdurre il reato di tortura e il codice identificativo per le forze dell’ordine!
 
Giovedì 10 ottobre alle 15.00, alla vigilia della manifestazione nazionale del 12 ottobreCostituzione: la via maestra(promossa da Lorenza Carlassare, Don Luigi Ciotti, Maurizio Landini, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky), il Consiglio Provinciale di Reggio Emilia sarà chiamato ad esprimersi su un importante questione che dovrebbe stare alla base di una città e di uno Stato realmente democratico.
Il Consiglio Provinciale dovrà esprimersi pubblicamente e dare un chiaro e concreto segnale politico sull’intollerabilità di abusi e di crimini da parte degli organi dello Stato e pretendere una “polizia democratica” al servizio del popolo e non contro il popolo.
 
La situazione in cui avverrà questa votazione
In Italia sono innumerevoli gli abusi più o meno gravi compiuti dalle forze dell’ordine che finiscono nel nulla per la paura di denunciarli, per le coperture di cui le forze dell’ordine godono, per gli immancabili depistaggi, per la difficoltà a procedere ai riconoscimenti in mancanza di un codice identificativo e per la prescrizione che in assenza del reato di tortura interviene puntualmente a garantire l’impunità ai responsabili. La macelleria messicana di Genova, l’omicidio di Stefano Cucchi, quello di Federico Aldrovandi, la tragedia di Gabriele Sandri, di Giuseppe Uva, di Aldo Bianzino, di Paolo Scaroni (sopravvissuto a grave prezzo alla furia omicida di un’intera squadretta del VII Reparto mobile di Bologna) stanno lì a dimostrarlo.
A livello cittadino aumentano gli abusi e la repressione diProcura e Digos che agiscono con particolare solerzia e in perfetta sinergia con le peggiori procure del nostro paese. Continuano anche in questi giorni i tentativi di intimidazione e gli abusi della Digos e della Procura di Reggio Emilia. Episodi che inizialmente appaiono isolati e disgiunti in realtà  costituiscono un disegno ben definito rispecchiando la natura e l’intenzione dei vari organi repressivi sia nazionali che locali.
La repressione è diretta nei confronti delle/i compagne/i e delle organizzazioni e associazioni più attive dell’articolato movimento che resiste e lotta contro gli effetti della crisi e che giorno dopo giorno si trasforma sempre più in un movimento che lotta per la ricostruzione del nostro paese sulle macerie dell’attuale, che afferma un nuovo concetto di democrazia (partecipazione attiva dei lavoratori e delle masse popolari nella gestione delle società), che mette in discussione l’attuale sistema sociale e propone nuovi modi di produzione collettivi e condivisi e nuovi rapporti sociali.
Decine e decine di denunce e provvedimenti hanno colpito coloro che hanno scelto di affrontare gli effetti più gravi della crisi e di opporsi alle prove di fascismo: apertura di sedi fasciste, provvedimenti contro il divieto di manifestare. Cogliamo l’occasione per esprimere la nostra più completa solidarietà con i compagni colpiti dalla repressione.
A fronte di questo si moltiplicano nel nostro paese, così come nella nostra città, il numero e la qualità delle manifestazioni e dei presidi, cresce il coordinamento fra i tanti organismi e i singoli che su iniziativa dei famigliari delle vittime lottano per la giustizia e contro gli abusi di polizia e su spinta dei familiari, amici e dei collettivi solidali, con la forza della solidarietà, resistono alla repressione.
 
In questo contesto si svolgerà il Consiglio Provinciale del 10 ottobre. Questa sarà la posta in gioco.
 
Applicare la Costituzione significa uno Stato e forze dell’ordine al servizio delle masse popolari!
Le forze democratiche e progressiste presenti in Consiglio Provinciale devono condurre coerentemente la battaglia per l’applicazione della Costituzione! I cittadini avrebbero tutto da guadagnare se si costituisse un gruppo di esponenti della società civile che coerentemente opera per dare seguito alla mobilitazione per applicare la Costituzione !
Sono passati quattro mesi dalla presentazione della mozione! Perché il Presidente del Consiglio a ritardato la discussione della mozione? Ha avuto paura o ha inteso tollerare gli abusi da parte della Digos nei confronti dei cittadini di Reggio Emilia?
Si tratta ora di rompere con gli indugi, evitare omertà e complicità! Occorre dare un chiaro e concreto segnale politico di democrazia.
Le forze politiche e i consiglieri si esprimeranno favorevolmente e si adopereranno concretamente per l’introduzione del reato di tortura ne del codice identificativo per le forze dell’ordine? O decideranno di tollerare ancora abusi e repressione nei confronti dei cittadini?
Una cosa è certa dallo schieramento di ogni singolo consigliere i cittadini saranno in grado di distinguere e valutare tra chi intende schierarsi per i valori democratici e chi intende al contrario violarli e affossarli.
 
Domani, giovedì 10 ottobre alle 15.00, verrà votata dal Consiglio Provinciale di Reggio Emilia la mozione presentata dal Comitato Solidali con Mattia tramite il consigliere Ferrigno in cui verrà chiesto pubblicamente di:
1. Prendere una posizione pubblica di denuncia degli abusi subiti da Mattia e in solidarietà con lui;
2. Prendere una posizione pubblica per l’istituzione in Italia del reato di tortura, in mancanza del quale tanti agenti coinvolti direttamente nelle torture alla Diaz e a Bolzaneto sono stati o assolti o condannati per reati minori;
3. Prendere una posizione pubblica per l’introduzione del numero identificativo per gli agenti antisommossa, perché il loro anonimato favorisce l’impunità.
 
Il Comitato Solidali con Mattia sarà presente con una propria delegazione per sostenere l’iniziativa e invita chiunque intenda esprimere solidarietà e a sostenere la lotta per la verità e la giustizia che sta portando avanti a presenziare.
 
Comitato Solidali con Mattiasmogbh@gmail.com

 

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