Riceviamo dal Comitato 28 Aprile e inoltriamo a titolo di solidarietà.
Invitiamo a aderire all’Appello, a inviare comunicati di solidarietà e partecipare al presidio del 1 aprile a Reggio Emilia.
 
La solidarietà è un’arma!
L’antifascismo non si processa|
 
Pratito dei CARC – Emilia Romagna
 
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1 aprile 2014: Diritto alla resistenza!

1 aprile giornata di solidarietà e lotta in occasione dell’udienza del processo contro gli antifascisti del 28 aprile 2009
Presidio dalle 10.00 presso Piazza del Monte, Reggio Emilia.
 
L’1 aprile si terrà presso il Tribunale di Reggio Emilia la prima udienza a carico dei tre antifascisti che il 28 aprile 2009 a seguito di una scritta furono fermati e subirono diversi abusi da parte dell’agente Corradi Fabio e di altri agenti della Digos di Reggio Emilia. Quella notte soltanto il caso (la traiettoria di quella pallottola!) ha fatto sì che non si trasformasse in un altro dei numerosi casi finiti drammaticamente, alla pari di altre storie note o meno note in cui chi indossando la divisa ha abusato del proprio ruolo e del potere a lui conferito. Nonostante tutto questo i tre antifascisti sono ora sotto processo. Ci sparano addosso e cercano di passare per vittime!
Un processo che si apre a seguito della mancanza di coraggio e della decisione del PM Valentia Salvi che il 23 gennaio ha rinviato a giudizio i tre giovani antifascisti e che si inserisce nella battaglia contro gli abusi delle forze dell’ordine, contro l’apertura di sedi fasciste e razziste eper difendere le libertà democratiche conquistate con la Resistenza.
 
Continua la lotta contro le prove di fascismo e gli abusi!
La lotta in corso è una battaglia contro l’impunità di chi tra le forze dell’ordine commette abusi nei confronti dei cittadini. Lotta agli abusi come il caso diventato ormai nazionale di un giovane che nel lontano 2006 nella nostra provincia durante un controllo è stato denudato e schiaffeggiato da due carabinieri.
Situazioni come questa e tante altre come quelle vissute dagli antifascisti, se non denunciate con forza, alimentano quel brodo di coltura in cui crescono e si rafforzano all’interno della parte meno sana delle forze dell’ordine convinzioni di onnipotenza e di impunità che sfociano prima o poi in episodi di abusi ben peggiori dalle conseguenze purtroppo tragiche (dalla Diaz di Genova, ai vari Cucchi, Aldrovandi, Scaroni), che hanno palesato l’urgenza di provvedimenti “di trasparenza e di contrasto” tra cui l’introduzione del codice identificativo per gli agenti di polizia e del reato di tortura nell’ordinamento penale. Vedi la campagna di sensibilizzazione e organizzazione lanciata dall’Associazione Contro gli Abusi in Divisa (ACAD).
Decine di persone, personalità, lavoratori, associazioni, e partiti hanno solidarizzato, inviato comunicati, aderito al nostro Appello o dichiarato il proprio sostegno alla campagna. Tra questi numerose associazioni che lottano per i diritti umani e contro gli abusi delle forze dell’ordine e parenti delle vittime di Stato.
 
Un processo che si inserisce nella battaglia per l’agibilità di ogni individuo e associazione che si mobilita per difendere le libertà democratiche conquistate con la Resistenza antifascista.
Tutti coloro che si sono mobilitati contro le prove di fascismo nella nostra città oggi sono denunciati o perseguitati, oltre al nostro caso pensiamo ai compagni del Laboratorio AQ16, del Collettivo R60, agli Studenti Autorganizzati, agli studenti universitari ecc.
E’ il fascismo nel nostro paese ad essere illegale! E se chi dovrebbe applicare la Costituzione non solo non lo fa, ma tollera, sostiene quando non foraggia e protegge i fascisti, la loro propaganda xenofoba, le prove di fascismo e razzismo, allora ben vengano le mille iniziative di base volte a ostacolare e impedire derive reazionarie.
L’iniziativa per cui gli antifascisti sono stati incriminati (la scritta antifascista contro la sede di Casa Pound) è legittima.
 
Un processo che si inserisce in un contesto di crisi, di sviluppo del movimento di resistenza e nel contempo di repressione contro gli organismi, gli aggregati e anche i singoli esponenti del movimento popolare colpevoli solamente di difendere il diritto ad una vita dignitosa e sempre più colpiti da denunce, ordinanze di sgombero, decreti penali di condanna, fogli di via, fermi e arresti. Citiamo solo gli ultimi casi Movimento NO TAV (gli arresti con accusa di terrorismo di Chiara, Nico, Mattia e Claudio e le multe comminate a Perino e altri esponenti di primo piano per centinaia di migliaia di euro), il M5S (con le denunce a Grillo per aver partecipato alle manifestazioni in Val Susa e per aver “arringato” le forze dell’ordine a “passare con i dimostranti” nelle giornate del 9 dicembre), il Movimento 9 Dicembre (con la repressione poliziesca in occasione dell’ “assedio di Roma” dell’8 febbraio), il centro promotore della manifestazione del 19 ottobre (con gli arresti domiciliari per Di Vetta e Faggiano e misure cautelari per altri 15). A queste operazioni vanno aggiunti gli arresti fra il movimento dei disoccupati di Napoli e la repressione e le operazioni sporche (aggressioni, ricorsi disciplinari, ecc.) contro l’area di sinistra CGIL che anima l’opposizione alla Camusso (in questo caso non si tratta di repressione poliziesca o giudiziaria, ma è l’apparato sindacale che, come già accaduto in passato, fa la sua parte di lavoro sporco).
La repressione che si sta scatenando contro i promotori di mobilitazioni è una chiara indicazione del clima che nei prossimi periodi assisteremo nel nostro paese.
La solidarietà verso chi promuove iniziative di “disobbedienza civile”, “diritto alla resistenza”, legittimo(il)legale o come lo si voglia chiamare, è un dovere per quanti oggi aspirano a un cambiamento reale della società e al contempo alimento di una trasformazione in senso positivo.

Diritto alla resistenza!
Martedì 1 aprile al Tribunale di Reggio Emilia si svolgerà quindi un’altra tappa nella lotta per la verità e la giustizia. Per la libertà di espressione e l’agibilità politica per chi manifesta contro le organizzazioni fasciste e razziste, per l’applicazione del principio sancito nella Costituzione e per lottare contro l’impunità di chi tra le forze dell’ordine commette abusi nei confronti dei cittadini.

Fare fronte alle prove di fascismo è legittimo anche se illegale!
Ribaltare il banco degli imputati: passare da accusati ad accusatori!
Chi ha sparato non è la vittima, ma l’autore di un abuso di polizia. Che i fatti assumano il loro vero nome!

Invitiamo tutti gli individui e le forze democratiche e progressiste a sostenere questa battaglia.
Firma l’appello in solidarietà con gli antifascisti, sostieni la campagna di solidarietà!

Comitato28aprile 2009 –comitato28aprile2009@gmail.com

Adesioni all’appello al 27.03.14
Collettivo Autorganizzato R60
Emanuele Magnani – Consigliere Provinciale IDV Reggio Emilia
Alberto Ferrigno – Consigliere Provinciale PRC Reggio Emilia
Alessandro Medici – Segretario PRC Casalgrande (RE)
Luca Grasselli – Segretario Provinciale PRC Reggio Emilia (RE)
Lucia Uva – sorella di Giuseppe Uva
Maria Zotti –
moglie di Vito Daniele
Osvaldo Casalnuovo – padre di Massimo Casalnuovo

Raimonda Pusceddu – madre di Stefano Gugliotta
Francesco Fantuzzi –
candidato sindaco Reggio Città Aperta – Reggio Emilia
Cristina Quintavalla – Portavoce del Comitato Audit sul Debito di Parma
Silvia Fruzzetti – Dimensione Autonoma Studentesca – Siena
Luca Gandolfo – Amnesty Int. Reggio Emilia – Reggio Emilia (RE)
Mauro Covili – RSU USB Sanità – Bologna (BO)
Lucia Pergreffi – Insegnante – Reggio Emilia (RE)
Paola Mistrali – Scuola italiano Passaparola – Reggio Emilia (RE)
Nuccia Ciambrone – Cortocircuito WebTV – Reggio Emilia (RE)
Cesare Schieppati – Comitato Acqua Bene Comune – Reggio Emilia (RE)
Luca Maffei – Cortocircuito Webtv – Reggio Emilia (RE)
Luigi Rossetto – Vicenza
Bruno Mannelli – Monserrato (CA)
Enzo Messina – Milano (MI)
Gianluca Rossati – Mantova (MN)
Carlo de Michele – Barberino Val d’Elsa (FI)
Orlando Ciampini – Siena (SI)
Paolo Babini – Firenze (FI)
Andrea Breglia – Roma
Roberto de Gregorio – Napoli (NA)
Lina Spartà – Messina (ME)
Leonardo Pavarelli – Firenze (FI)
Umberto Veratti – Sassuolo (MO)
Angelo Calemme – Napoli (NA)
Renzo Gemmi – Sesto San Giovanni (MI)
Luciano Luca Pasetti – Milano (MI)
Eleonora Alboni – Casalgrande (RE)
Mirco Mosè Tincani – Castelnuovo Monti (RE)
Lorella Mattioli – Casalgrande (RE)
Alessandro Massimo Molè – Reggio Emilia (RE)
Giada Sgarzi – Chiavari (GE)
Elena Marchesi – Guastalla (RE)
Edda Boletti – Milano (MI)
Maria Giannoni – Parma (PR)
Gabriele Gabrielli – Pesaro
Stefania Favoino – Sesto San Giovanni (MI)
Claudia Marcolini – Milano (MI)
Mario Colella – Nettuno (Roma)
Folco Pensotti – Torino (TO)
Rose Stella Ejimadu – Modena (MO)
Fabrizio Fontana – Reggio Emilia (RE)
Marco Fenu – Reggio Emilia (RE)
Maria Rucco – Milano (MI)
Lidia Riitano – Milano (MI)
Antonio Confalonieri – Milano (MI)
Stefano Fuschetto – Gallarate (VA)
Greta Incagnoli – Reggio Emilia (RE)
Alessio de Matteo – Milano (MI)
Eleonora Andriolo – Lecce (LE)
Erika Nelli – Lucca (LU)
Erica Picco – Milano (MI)
Maria Elena Spadola – Imperia (IM)
Gianluca Girardi – Bari (BA)
Armando Ferrara – Napoli (NA)
Sandro Mezzadra – Bologna (BO)
Antonella Caranese – Imola (BO)
Walter Schivo – Imperia (IM)
Maurizio Lodi Rizzini – Casalmaggiore (CR)
Antonella Guadalini – Correggio (RE)
Bruno Maran – Padova (PD)
Silvia Benza – Imperia (IM)
Luca Pietri – Reggio Emilia (RE)
Mario Miccoli – Aosta (AO)
Antonella Artoni – Parma (PR)
Marco Morbidelli – Cagli (PU)
Enzo Sudati – Cardano (VB)
Emilia Tarenzi – Garbagnate Milanese (MI)
Maria Teresa Furgeri – Cannobio (VB)
Edoardo Marco Beghi – Savignano sul Panaro (MO)
Paolo Albonetti – Firenze (FI)
Maurizio Lombino – Bergamo (BG)
Albino Casati – Monza e Brianza (MB)
Alessandra Atzeni – Bologna (BO)
Sofia Silvestri – Sondrio (SO)
Paolo Bonacchi – Pistoia (PT)
Elena Schinoppi – Grosseto (GR)
Elena Mingozzi – Bologna (BO)
Paolo Favarin – Padova (PD)
Claudio Capecelatro – Roma
Ivan Caroni – Cinisello Balsamo (MI)
Claudio Biondi – Rimini
Maria Pia Scotto – Roma
Federico Thorel – Cagliari (CA)

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