Sono già molte le amministrazioni comunali che hanno “conti aperti” con il governo centrale soprattutto sul tema dei trasferimenti decrescenti e dei servizi di cui le amministrazioni locali sono responsabili; è una questione molto seria perché mette in discussione tutto il lavoro degli enti locali e si combina con i contrasti in seno ai vertici della Repubblica Pontificia.
Ma rivestono anche un particolare interesse ai fini della lotta politica dato il fermento che esprimono in varie forme:

1. Amministrazioni in stato di  agitazione:  comuni No Tav in Val di Susa e del Sulcis Igliesiente (SI)

2. Amministrazioni del Movimento 5 Stelle: Montelabbate (Pesaro-Urbino),  Ragusa, Comacchio, Mira, Sarego, Parma, Pomezia, Assemini (CA),  Livorno

3. Amministrazioni in cui esistono  particolari interazioni con  organizzazioni operaie e popolari: Pisa (unica città attiva della rete nazionale “Le Città in Comune”)

4. Amministrazioni collegate tra loro tramite reti nazionali: Una città in Comune, Associazione dei Comuni Virtuosi, Rete dei comuni dimenticati

5.  Amministrazioni con liste particolari: Messina/Accorinti, Cagliari/Zedda, Napoli/De Magistri, Milano/ Pisapia.

Le amministrazioni dirette dalla Lega Nord (in particolare in Lombardia e in Veneto) sono interessanti anch’esse, anche se per motivi diversi: per capire quanto (poco e niente) danno traduzione pratica, pur potendolo fare, ai propositi anti euro e antiUE proclamati da Salvini.

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