la voce 48-1

E’ un numero dedicato:

– per metà (pag. 2-36) principalmente

1. al lavoro interno, cioè alla riforma morale e intellettuale, alla trasformazione dei comunisti per “diventare capaci di promuovere e dirigere la guerra delle classi sfruttate e oppresse, capaci di mobilitarle, organizzarle e dirigerle per condurre questa guerra, capaci di provvedere a tutte le condizioni per condurre una guerra vittoriosa che instauri il socialismo, capaci di darsi i mezzi per adempiere a questo compito”,

2. al ruolo del partito nella rivoluzione socialista, contro la concezione movimentista, assemblearista, “democratica” nel senso della democrazia borghese (“siamo tutti liberi e uguali”),

3. alla strategia della rivoluzione socialista, cioè alla guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata contro la borghesia e il clero che il partito comunista promuove e dirige: è un tema che è già stato oggetto di numerosi articoli de La Voce, in questo numero viene trattato scendendo nei particolari più che negli articoli passati;

– per metà (pag. 37-70) a materiale di studio: un testo di Gramsci (Il movimento torinese dei Consigli) sulla formazione, i problemi e il ruolo dei Consigli di Fabbrica degli anni ’20 e un testo di Lenin (I compiti immediati del potere sovietico) che illustra in caso particolare e concreto di trasformazione delle relazioni sociali, due testi ricchi di insegnamenti per chi li studierà, ancora di più se saranno oggetto di discussione in gruppi di studio da parte di compagni decisi a procedere nella rivoluzione socialista.

Al corso attuale delle cose è dedicato un breve articolo, La precaria stabilità del governo Renzi, e alcune manchette sparse lungo la rivista. Ne riportiamo una, che completa l’articolo sulla Lega Nord pubblicato su questo numero di Resistenza.

“Come combattere le imprese criminali della Lega Nord e dei gruppi che scimmiottano il fascismo del secolo scorso?

1. Prendere l’iniziativa e mobilitare le masse contro le autorità che lasciano degradare zone e quartieri: prendere in mano la situazione.

2. Mobilitare le masse bersaglio delle imprese criminali perché si difendano, promuovere la solidarietà popolare a loro difesa, interdire a leghisti e fascisti l’accesso al territorio e la propaganda, dare a leghisti e fascisti le lezioni che meritano: attaccare è più efficace che difendersi dagli attacchi.

La borghesia imperialista perseguita essa stessa gli immigrati (i muri di Ceuta e Melilla, i campi nel Nord Africa, l’affogamento nel Mediterraneo, i CIE non sono opera di gruppi fascisti, sono opere di Stato), elimina diritti e conquiste dei lavoratori e delle masse popolari, divide le masse popolari (tra immigrati e autoctoni, giovani e adulti, lavoratori e pensionati, “garantiti” e precari, ecc.) e mette in mille modi una parte contro l’altra in gara per contendersi la miseria. La guerra tra poveri fa parte del “programma comune della borghesia imperialista”, l’hanno fomentata i governi Prodi, Berlusconi e quelli successivi (Monti, Letta, Renzi). La legge Turco-Napolitano ha preceduto la legge Bossi-Fini, il pacchetto Treu ha preceduto la legge Biagi. In questi campi la borghesia non ha bisogno di Lega Nord e scimmiottatori del fascismo.

La borghesia imperialista usa Lega Nord e scimmiottatori del fascismo in operazioni criminali contro immigrati, emarginati, donne, omosessuali, scioperanti, ecc. per tenere legati a sé, alle sue forze dell’ordine una parte della popolazione, in nome del “pericolo fascista”. Lega Nord e scimmiottatori del fascismo con le loro imprese criminali mirano a ritagliarsi più spazio nel teatrino della politica borghese e negli affari: il “sacco di Roma” lo dimostra”.

 

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata

*