Il vecchio movimento comunista è stato glorioso perchè è stato per milioni di lavoratori il principale motore per l’emancipazione individuale e collettiva; è stato per generazioni di operai e proletari lo strumento con cui comprendere il mondo, ma soprattutto trasformarlo. Proprio perché in certi casi e in certi posti ci sono riusciti (in Russia, in Cina…), questa è stata la maggiore dimostrazione pratica della forza delle masse popolari: immensamente più forti degli dei che erano state educate a temere e venerare per millenni, più forti delle classi dominanti che le soggiogavano da secoli, più brave e più motivate a far funzionare un mondo che i padroni portavano allo sfascio e alla guerra. Hanno sfatato con la pratica i luoghi comuni, hanno sfatato le teorie metafisiche millenarie sulla “natura umana” e si sono conquistate un mondo che era stato fino ad allora ostile e infame.
Oggi dobbiamo compiere la stessa impresa, siamo più deboli organizzativamente, siamo ancora relativamente deboli ideologicamente eppure abbiamo condizioni generali enormemente più favorevoli dei predecessori.
Dicevamo in un articolo di Resistenza (sul numero 4/2014) che lanciava la sottoscrizione conomica per il raddoppio del giornale: “In una società in cui ogni ente, autorità, istituzione, agenzia, vi obbliga a versare una parte dei vostri soldi alla causa della corruzione, del parassitismo, dello sfruttamento e dell’intossicazione, potete (ancora) liberamente scegliere di sostenere la causa della costruzione del socialismo in un paese imperialista come il nostro, di contribuire alla lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista”. Lo ribadiamo. Potete farlo, potete spingere e invitare altri a farlo. Abbonandovi a Resistenza per il 2015.

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