Le elezioni amministrative del 23 novembre hanno coinvolto due regioni rappresentative  della Repubblica Pontificia: la “ricca” Emilia-Romagna (regione industriale, ex regione rossa, roccaforte elettorale del PD) e la “povera” Calabria (regione devastata, patria della ‘Ndrangheta e del regime DC).
I risultati elettorali sono ricchi di insegnamenti sullo stato d’animo della stragrande maggioranza delle masse popolari e su come è possibile e urgente costruire un’alternativa di governo per il Paese. 
In Emilia-Romagna ha votato solo il 37,7% degli elettori (alle europee di maggio aveva votato il 70%), mentre in Calabria ha votato il 44.1% (alle europee il 45,8). Questi dati confermano e sviluppano quello che era emerso nelle elezioni europee di maggio, quando a livello nazionale aveva votato solo il 50% degli elettori.

Se ai dati elettorali si aggiungono le manifestazioni e gli scioperi dell’ ultimo mese, ciò che sta avvenendo in questi giorni a Carrara (dove le masse popolari, dopo l’ennesima alluvione, stanno occupando il Comune per cacciare il sindaco  e la sua giunta) e le diffuse mobilitazioni di resistenza e di ribellione popolare è evidente che l’astensionismo non è un “fattore episodico e passeggero”, ma la manifestazione, ennesima e altisonante, che le masse popolari non danno alcun credito al sistema dei partiti e alle istituzioni della Repubblica Pontificia e non si lasciano abbagliare dalle manovre e dalle montature del Governo Renzi-Berlusconi e della sua ciurma. Questo è un primo fatto. Ciò che bisogna accostargli è un altro fatto, strettamente legato al primo: si tratta della condizione ottimale per la costruzione di una nuova governabilità delle città e del paese ad opera delle masse popolari organizzate.

Ci avviamo rapidamente alla fine del teatrino della politica borghese e delle sue rappresentazioni (elezioni, Parlamento e altre istituzioni elettive, ecc.). Le forze che occupano il paese hanno sistematicamente violato regole e leggi (violazione aperta e ripetuta di ciò che rimaneva della Costituzione, governi illegali, decreti legge, ecc.) per svuotarlo di senso e oggi lo smantellano senza troppi complimenti (vedere le dichiarazioni di Renzi: l’astensionismo è un fattore secondario, ciò che conta è il risultato). Questa è una grande lezione per il M5S e Grillo e per i residui partiti e personaggi della Sinistra Borghese (dalla sinistra PD a SEL alla Lista Tsipras) e per  tutti quelli che sono al carro della borghesia e non si mettono sulla strada di lavorare seriamente alla costruzione di un governo nazionale e locale alternativo a quello dei vertici della Repubblica Pontificia e del sistema finanziario internazionale.  

Beppe Grillo e il M5S sono sempre più di fronte a una scelta decisiva per il loro futuro e molto importante anche per noi comunisti e il futuro immediato delle masse popolari del nostro paese, sulla quale esitano e per questo vengono giustamente assimilati agli altri esponenti e partiti della Repubblica Pontificia. Ripetono in tutte le salse che loro non c’entrano con la casta, che sono diversi, che vogliono difendere la Costituzione e gli interessi delle masse popolari, ma poi… continuano a recitare la loro parte di “democratici oppositori” in un teatrino che fa acqua da tutte le parti, discutono di aria fritta (partecipare o meno ai talk-show) e non si assumono l’unico ruolo veramente democratico e progressista in questa fase: dar vita, assieme ad altre forze, ad un Comitato di Salvezza Nazionale che si fa promotore della mobilitazione e dell’organizzazione delle masse popolari per costituire un governo di emergenza nazionale (il Governo di Blocco Popolare) e amministrazioni locali di emergenza. Il declino elettorale, prima alle europee 2014 e adesso alle amministrative, conferma che se non vogliono essere completamente risucchiati nel sistema di potere vigente, devono subito rompere ogni illusioni di poter svolgere la loro azione nelle istituzioni della Repubblica Pontificia e unirsi al movimento delle masse popolari che lotta nelle fabbriche, nelle piazze e nelle scuole contro il governo Renzi-Berlusconi e dare vita a nuove autorità popolari.

La questione del governo del paese e delle città è all’ordine del giorno.
Le forze che occupano il paese hanno definitivamente rinunciato a governare con la copertura delle regole della democrazia borghese, governano tramite autorità nominate dall’alto che rendono conto solo agli equilibri e agli esiti delle lotte fra fazioni della classe dominante. E’ il caso del governo Renzi – Berlusconi (terzo governo non eletto da nessuno) e sarà il caso di qualunque altro governo espressione dei vertici della Repubblica Pontificia.
Lasciare il paese in mano ai vertici della Repubblica Pontificia vuole dire lasciarlo andare allo sfascio e, insieme al paese, le vite di milioni di persone che la classe dominante usa come carne da macello o userà come carne da cannone. Ecco perché è urgente e necessario (ed è possibile) costruire una nuova governabilità per il paese: non basta più rivendicare con le buone o con le cattive, è ora di costituire nuove autorità popolari che iniziano a indicare le misure necessarie a fare fronte alla crisi e mobilitano le masse a realizzarle ora.
Le proteste e le rivendicazioni sono utili per mobilitare le masse popolari, ma la mobilitazione sarà efficace e fruttuosa solo se inserita nel processo per farla finita con il capitalismo e la sua crisi  (la ripresa generale, a livello mondiale, dell’economia reale capitalista è impossibile, la crisi porta alla guerra contro le masse e alla guerra tra stati) e per fare avanzare la costruzione della rivoluzione socialista nel nostro paese. La costruzione del Governo di Blocco Popolare aprirà una fase nuova alla lotta per il socialismo. Questa è la strada realistica e possibile per cambiare il corso disastroso delle cose che la borghesia imperialista e il suo clero impongono alle masse popolari del nostro paese e del resto del mondo.

I comunisti e i sinceri democratici devono intervenire sui promotori del movimento delle masse popolari, sugli esponenti della sinistra dei sindacati di regime e del sindacalismo di base, sui portavoce della sinistra borghese, sugli attivisti dei movimenti rivendicativi per costruire il fronte comune delle masse popolari organizzate che prende in mano la gestione del paese.
Il Partito dei CARC chiama tutti a contribuire, ognuno con la sua specificità, alla costruzione di un governo veramente democratico e progressista per il Paese e per ogni città!
Prendiamo in mano il nostro futuro!

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Il mondo reale e il mondo inventato

I dati reali indicati nelle tabelle 1 e 2 smentiscono tutte le speculazioni e le menzogne che Renzi&C continuano a propinare. Bisogna distinguere nettamente il mondo reale dall’immagine del mondo costruita dal sistema di deviazione, confusione e intossicazione delle masse popolari montato e gestito dalla borghesia imperialista e dal clero: uno dei pilastri del regime di controrivoluzione preventiva. È inevitabile che personaggi e gruppi dei vertici della Repubblica Pontificia, per mantenere il loro potere e i loro privilegi, sviluppano l’opera di intossicazione e di divisione del fronte delle masse popolari, promuovendo la guerra tra gruppi di lavoratori, tra disoccupati e lavoratori, tra italiani e stranieri, ecc.

 

tabell 1

 

tabella 2

 

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