L’operazione “Protective Edge”, scatenata l’8 luglio da Israele con centinaia di bombardamenti sulla Striscia di Gaza, ha già ucciso più di 200 palestinesi dei quali molti giovani e bambini. Massacri e devastazioni a marchio israeliano sulla popolazione palestinese si ripetono ciclicamente (operazione “Piombo Fuso” del 2008/2009 e “Colonna di fumo” del 2012), obiettivi dei bombardamenti sono ospedali, scuole e altri siti civili.

La Striscia di Gaza è un fazzoletto di terra dove, intrappolato e isolato via mare e via terra, il popolo palestinese resiste eroicamente contro i sionisti e gli imperialisti che lo assediano con forze ben superiori sul piano militare, economico e diplomatico.

Il popolo palestinese è al centro della nostra mobilitazione non come un caso di “sofferenza umana”, ma come esempio, per le classi sfruttate e i popoli oppressi di tutto il mondo, di ribellione, resistenza e determinazione alla vittoria contro chi occupa e massacra, così come furono i partigiani che liberarono l’Italia dal nazi-fascismo!

L’Italia figura tra i maggiori esportatori UE di sistemi militari e di armi leggere verso Israele e nei giorni scorsi l’Alenia Aermacchi (Finmeccanica) ha inviato i primi due (di 30) aerei addestratori M-346 alla Forza Aerea israeliana. La cooperazione italo-israeliana (suggellata da una legge del 2005 e intensificata dal 2008) coinvolge forze armate e industria militare del nostro paese in attività coperte da segreto e in attività come la grande esercitazione di guerra denominata Blue Flag (alla quale l’Italia ha partecipato, insieme a Stati Uniti e Grecia nel novembre 2013).

Chiedere a Renzi (che in questo semestre ha l’incarico di presiedere il consiglio dell’Unione Europea) di farsi promotore di un’azione a livello comunitario per un embargo europeo di armi e sistemi militari verso le parti in conflitto è come chiedere al lupo di guardare le pecore, significa nascondere il ruolo che ha il governo italiano in questo conflitto e significa portare la mobilitazione per la pace in un vicolo cieco. Il maggior contributo che le masse popolari italiane possono dare al popolo palestinese è quello di impegnarsi e organizzarsi per costruire un proprio governo di emergenza che possa concretamente rispettare l’art. 11 della Costituzione (L’Italia ripudia la guerra…).

La lotta delle masse popolari di ogni paese contro il programma comune della propria borghesia imperialista (in Italia il governo delle larghe intese) e per un nuovo, superiore ordinamento sociale rafforza la lotta dei popoli oppressi per la liberazione nazionale e la democrazia.

Il governo di Renzi è complice del massacro del popolo palestinese, al pari dei media (Bianca Berlinguer e Enrico Mentana in testa) che dopo 60 anni di occupazione e di pulizia etnica portata avanti dal governo israeliano, continuano a distorcere i fatti dipingendo i palestinesi come temibili terroristi (neanche una mozione di condanna del Consiglio di sicurezza dell’ONU è stata rispettata fino ad oggi da Israele e dagli altri paesi imperialisti!).

A differenza di quanto avviene a livello istituzionale e mediatico, sono già numerose e partecipate le manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese nel mondo e in Italia, alle quali ci uniamo per denunciare l’aggressione a Gaza e le politiche di colonizzazione della Cisgiordania e di oppressione di tutto il popolo palestinese, la complicità del governo italiano, la disinformazione diffusa dai media; per sostenere l’eroica resistenza del popolo palestinese
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Stop ai bombardamenti su Gaza

Stop alla farsa mediatica che propaganda la politica israeliana

Solidarietà al popolo palestinese

Vita terra e libertà per il popolo palestinese!

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC) Sezione Cecina349-6331272  cecina@carc.it   www.carc.it

FIP 15/07/2014

 

 

Venerdì 18 luglio presidio in solidarietà col popolo palestinese dalle h 20.30

Pza Guerrazzi-Cso Marconi – Cecina

 

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