Bergamo, 16 Giugno 2014

Esprimiamo solidarietà nei confronti del delegato dello Slai Cobas per il sindacato di classe della cooperativa di facchinaggio nella ditta Kuehene Nagel di Brignano (BG) per l’aggressione squadrista subita nei giorni scorsi. Sono anni che in questa azienda si susseguono abusi e violazioni nei confronti dei lavoratori, utilizzando anche il sistema delle cooperative, che ha assunto da anni il ruolo di terreno per elevare lo sfruttamento e ricatto nei confronti dei lavoratori, che hanno risposto con la mobilitazione anche scontrandosi altre volte con i provocatori aziendali e la polizia a protezione dei crumiri e degli interessi del padrone.

Ancora di più in questa situazione di crisi generale, i padroni, sempre più famelici di profitti, mostrano il loro volto criminale che per garantirseli non si fanno alcun problema a sovvertire le stesse regole che hanno posto alla base del loro sistema sociale (come già ammonì Engels nel 1895) e fanno uso di bande criminali di stile fascista per cercare di fiaccare e sopprimere la lotta dei lavoratori. Ma non hanno alcuno scampo: non possono in alcun modo risolvere i problemi generati dalla seconda crisi generale del loro sistema che determina sofferenze inaudite nei confronti degli operai e di tutte le masse popolari, ma che sfocerà, grazie alle mobilitazioni di massa dirette nuovamente dal movimento comunista, in una società nuova, nella società socialista.

Queste azioni criminali suscitano ancora più sdegno e volontà di lotta da parte degli altri lavoratori e delle masse popolari tutte e le lotte si estendono. Lo sforzo che dobbiamo fare è che queste lotte si inseriscano nella battaglia per abolire il sistema dello sfruttamento basato sul capitale che altro non può riprodursi che a danno delle masse popolari. Dobbiamo costruire una società socialista la cui direzione e gestione è in mano alle masse popolari organizzate dirette dalla classe operaia e dal suo partito comunista. Il primo passaggio è quello di costruire Organizzazioni operaie e Popolari che oltre ad elaborare e a promuovere la soluzione dei problemi generati dagli effetti della crisi da imporre ai nemici di classe, si pongano esplicitamente e con decisione il problema di costruire l’alternativa al governo dei capitalisti: un governo di emergenza popolare, formato dagli esponenti di fiducia delle organizzazioni operaie e popolari. Un governo che come programma si muova con misure di cui alcune sono queste:

Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale perché nessuna azienda deve essere chiusa.

Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.

Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società perché nessun lavoratore deve essere licenziato e nessun individuo deve essere emarginato.

In questo modo si coniuga l’occupare le aziende (ovvero il fatto che da un certo momento i lavoratori cominciano a preoccuparsi essi stessi del destino, della gestione, dello sviluppo e del ruolo della propria azienda) con l’uscita dalle aziende per collegarsi sul territorio con le varie organizzazioni operaie e popolari per ricostruire il paese sotto la propria direzione.

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Sezione di Bergamo

 

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