13.05.14, Massa – Rinviato al 31 luglio (per un vizio di forma) il processo contro cinque compagni che hanno fatto ricorso contro il decreto penale di condanna per l’occupazione della stazione ferroviaria (nell’estate del 2009, in risposta ai fermi e agli arresti di alcuni dei promotori della ronda proletaria che sfilò contro le ronde SSS di Stefano Benedetti, allora consigliere comunale de La Destra, oggi di Forza Italia).

15.05.14, Pistoia – Rinviato al 2 ottobre (il giudice si è preso del tempo per studiare i documenti depositati agli atti) il processo contro Alessandro Della Malva, segretario federale del Partito dei CARC, accusato di aver calunniato il simpatizzante di Casa Pound di Pistoia Marco Lucarelli (quello che con la sua falsa testimonianza ha collaborato alla montatura giudiziaria orchestrata dal Questore Maurizio Manzo e dal Procuratore Renzo Dell’Anno per colpire i promotori del neonato Coordinamento regionale contro le ronde fasciste e razziste).

Gli antefatti. La notte del 25 luglio 2009 a Marina di Massa sfila una ronda popolare promossa dal Partito dei CARC e dall’Associazione Solidarietà Proletaria e preannunciata con questa dichiarazione: “il protagonismo e l’attivismo popolare sono la migliore arma per combattere fascisti e padroni: scendiamo nelle strade per riprenderci in mano i nostri quartieri, per combattere il degrado e l’insicurezza a cui ci costringono i sostenitori di questo sistema sociale. Le ronde SSS di Benedetti avranno la risposta che si meritano e con loro l’amministrazione e le istituzioni che tollerano la presenza di gruppi fascisti attivi nel nostro territorio. Il movimento comunista deve farsi promotore della partecipazione popolare: questo vale per la lotta al fascismo, per il diritto al lavoro e per un’assistenza sanitaria e scolastica gratuita”.

Il contesto. Il 2 luglio 2009 il Senato con voto di fiducia ha appena convertito in legge il ddl sicurezza del Ministro degli interni Maroni che istituisce le ronde (“associazioni di cittadini organizzate in ronde, iscritte in un apposito elenco a cura del prefetto e i cui requisiti saranno disciplinati da un decreto del ministero dell’Interno, potranno collaborare con le forze dell’ordine”) e, insieme, introduce il reato di immigrazione clandestina e prolunga da 2 a 18 mesi la detenzione nei nuovi lager denominati CIE.

In questo contesto la ronda antifascista di Massa è un esempio pericoloso: mostra nella pratica come uno strumento introdotto dalla classe dominante per fomentare la mobilitazione reazionaria e alimentare la guerra tra poveri può essere usato per promuovere l’autorganizzazione e la mobilitazione popolare.

Nell’ottobre del 2009, qualche mese dopo la ronda antifascista di Massa e mentre si stava costruendo un coordinamento di forze che potesse estendere l’esperienza di Massa a livello regionale, è stata montata ad arte l’operazione che a Pistoia portò all’arresto di alcuni antifascisti toscani, tra cui Alessandro Della Malva, uno degli arrestati e condannati per la ronda di Massa del 25 luglio. Un’operazione che ha preso a pretesto l’irruzione nella locale sede di CasaPound, quella stessa sede o meglio quello stesso covo dove si è formato Gianluca Casseri, autore della strage di immigrati a Firenze.

Quanti sono i processi per antifascismo aperti nella nostra Regione? Collegati alle mobilitazioni che nel 2009 abbiamo promosso contro il decreto sicurezza Maroni e più in generale contro le prove di fascismo e di razzismo, ci sono in Toscana numerosi altri procedimenti aperti:

– il processo in Appello per la mobilitazione contro le ronde SSS del 2009 a Massa, la cui data a distanza di 4 anni è ancora da fissare e conclusosi in primo grado con la sentenza di condanna per i due imputati, Alessandro Della Malva e Samuele Bertoneri, a sei mesi di reclusione (pena sospesa con la condizionale) e al pagamento di 5.000 euro per le spese processuali e al risarcimento dell’agente Digos Angelo Valentini;

– il processo in Appello per l’irruzione nel covo fascista di Casa Pound Pistoia, la cui data a distanza di 4 anni è ancora da fissare. In primo grado il giudice Luciano Costantini ha assolto uno degli imputati Alessandro Orfano e ha condannato gli altri 5 antifascisti a due anni di carcere (sospesi con la condizionale) per il reato di “danneggiamento aggravato” e al pagamento di circa 9.000 euro (da dividere tra gli imputati) per le spese legali e il risarcimento a favore del fascista Dessì e di Casa Pound;

– il processo per risarcimento chiesto dall’agente della Digos di Massa Angelo Valentini ai compagni fermati durante la mobilitazione contro le ronde SSS. L’udienza è fissata per il 18.06.14 e il risarcimento richiesto ammonta a 10.000 euro;

– il processo per l’interruzione del Consiglio Comunale di Agliana, che aveva l’obiettivo di spingere le istituzioni a prendere posizione contro l’aggressione fascista, per mano di Giulio Godi e della sua banda, ai danni di Cristian Boeri, dirigente del nostro Partito. L’udienza è fissata per il 20.06.14;

– il processo per favoreggiamento a carico di Katiuscia Mazzuferi, dirigente del nostro Partito, e di altri antifascisti accusati di aver testimoniato a favore dei compagni imputati nel processo per l’irruzione nel covo fascista di Casa Pound Pistoia. L’udienza è fissata per il giorno 08.10.14;

– il processo per rissa a carico di Cristian Boeri e di altri antifascisti che, dopo essere stati aggrediti da Godi e la sua banda, sono pure finiti sul banco degli imputati. Vi sono diverse udienze fissate per ottobre 2014.

Questi sono solo i processi per antifascismo in cui siamo coinvolti come P.CARC: quanti sono i processi per antifascismo aperti nella nostra Regione? Ci sono organismi e siti come l’Osservatorio sulle nuove destre diretto da Saverio Ferrari e l’Osservatorio sulla Repressione diretto da Italo Di Sabato che da anni svolgono un prezioso e sistematico lavoro di ricerca e raccolta informazioni nel campo della lotta contro il fascismo e la repressione. Anche solo mappare e rendere pubblici i dati su quanti e quali sono i processi aperti contro gli antifascisti sarebbe non solo un forma di solidarietà, ma anche un modo per favorire il coordinamento e l’unità d’azione in questo campo. L’unione fa la forza!

Far emergere le connivenze tra magistratura, forze dell’ordine, istituzioni e fascisti. Le iniziative di controinformazione e denuncia fin qui sviluppate, in particolare sul processo per l’irruzione nel covo fascista di Casa Pound Pistoia, hanno contribuito a portare a galla un pezzo della rete di connivenze e complicità tra esponenti delle forze dell’ordine e fascisti. Il dossier realizzato dagli imputati livornesi del processo di Pistoia ha smascherato le relazioni esistenti tra agenti di polizia come Andrea Carobbi Corso, responsabile pistoiese del SAP (il sindacato di polizia che applaude gli assassini di Aldrovandi) e fascisti come Gianluca Casseri, militante di Casa Pound Pistoia e autore della strage di Firenze nel 2011 nonché presente in aula nel processo per l’irruzione nel covo di Casa Pound Pistoia.

Hanno contribuito a “far saltare” o screditare personaggi chiave della montatura giudiziaria orchestrata contro i compagni: il PM Luigi Boccia nel luglio 2010 si è ritirato dal processo (al suo posto è subentrato Renzo Dell’Anno); i testimoni dell’accusa, i fascisti Lucarelli, Ramondia e Massimo Dessì (quest’ultimo se ne è andato via dall’Italia) hanno perso nel corso del processo di primo grado ogni attendibilità; ora anche il Procuratore Renzo Dell’Anno è stato messo da parte dallo stesso Consiglio Supremo della Magistratura per aver adottato “iniziative poco rigorose sotto il profilo del rispetto dei principi del corretto esercizio dell’azione penale”.

Estendere e approfondire la schedatura dei fascisti e degli elementi delle forze dell’ordine e delle istituzioni che hanno relazioni con loro. Sono ancora tanti gli interrogativi cui rispondere per arrivare a svelare la rete di complicità e connivenza di cui godono i fascisti in Toscana e non solo.

Tanti gli interrogativi cui dare risposta:

– perché a seguito della strage di Firenze non è stata disposta una perquisizione del covo di Casa Pound Pistoia da cui proveniva il Casseri? Chi ha svuotato il suo appartamento a Firenze?

– perché un picchiatore fascista come Giulio Godi di Agliana (PT) viene lasciato libero di aggredire immigrati ogni volta che se ne presenta l’occasione? Perché i giornali sono così attenti a mantenere il suo anonimato?

– perché Andrea Palmeri di Forza Nuova Lucca è stato lasciato per anni libero di aggredire antifascisti e ragazzi di sinistra, compiere ogni genere di violenza e addirittura presentare un suo libro con il patrocinio delle Istituzioni della sua zona? E’un caso che Maurizio Manzo prima di approdare a Pistoia sia stato questore di Lucca proprio negli anni in cui il gruppo fascista dei Bulldog faceva parlare di sé per una lunga serie di efferate aggressioni?

– il decreto Maroni sulle ronde serviva a ufficializzare il sottobosco di formazioni paramilitari di destra come quelle promosse da Gaetano Saya?

Solidarietà senza se e senza ma agli antifascisti sotto processo!

Stroncare sul nascere le prove di fascismo!

Chiudere le sedi fasciste e razziste!

I fascisti sono come gli spacciatori di droga davanti alle scuole: nei confronti degli spacciatori di droga davanti alle scuole chi direbbe di limitarsi all’opposizione a parole e alla condanna morale?

Organizzarsi e organizzare per sopperire alla colpevole inerzia e alla connivenza o complicità delle autorità e lotta comune contro i promotori delle prove di fascismo e i loro mandanti, protettori e complici, contro quelli che creano il brodo di coltura dei fascisti e dei razzisti!

La prima forma di lotta contro la mobilitazione reazionaria e i fascisti del terzo millennio è sviluppare la mobilitazione rivoluzionaria.

Segreteria Federale Toscana del P.CARC

Per sostenere economicamente gli antifascisti sotto processo: versare un contributo sul CCP n° 60973856 intestato a M. Maj – via Tanaro, 7 20128 Milano (causale: sostegno agli antifascisti)

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