copertina Il bisturi e la spada

Pagg. 274, 13 euro 

La vita del dottor Norman Bethune è una delle più ricche ed avventurose del nostro tempo. Nato a Gravenhurst (Ontario), nel 1890, appena laureato in medicina partì per la Francia e partecipò alla prima guerra mondiale, combattendo in un reparto canadese. Trascorse gli anni inquieti del primo dopoguerra In Europa, viaggiando In Francia, in Italia, in Svizzera, in Inghilterra. Medico in un quartiere popolare di Detroit, si ammalò di tubercolosi e dovette confinarsi in un sanatorio. Qui ebbe modo di apprendere molte cose nuove sulla tubercolosi e di studiarne i metodi di terapia chirurgica, sperimentando su se stesso l’applicazione del pneumotorace.
Da allora si dedicò con ogni energia alla cura della tubercolosi, inventando fra l’altro nuovi strumenti per la chirurgia del torace.
Nel 1935 parti per un viaggio in Russia. Erano anni agitatissimi, dopo la crisi del’29 e si andava preparando l’aggressione del fascismo al mondo intero. Bethune avvertì qual era il dovere di un democratico e partì per la Spagna. Proprio in quella guerra civile egli, primo al mondo, praticò la trasfusione del sangue nelle immediate retrovie del fronte e sulla stessa linea del fuoco. Durante la guerra civile spagnola grande fu il suo contributo di scienza, di esperienza, di coraggio, di entusiasmo. Si legga la descrizione della caduta di Malaga e dello sgombero dei profughi dalla città sotto l’incalzare dei fascisti.

Tornato in America, dopo un lungo giro per gli Stati del nord in cerca di aiuti per la Spagna, decise di accorrere in Cina, dove il Giappone aveva sferrato la sua aggressione.
Raggiunse la zona in cui si era formato il governo popolare, con la leggendaria Ottava Armata rivoluzionaria, inquadrata dai veterani della Lunga Marcia; dal governo dello Yenan Bethune fu nominato consulente medico. Riuscì ad organizzare, in condizioni incredibilmente difficili, alcuni ospedali da campo, a creare il personale sanitario, medici, assistenti, infermieri. La sua attività in questo periodo ha del prodigioso e si spiega così la popolarità che egli ebbe fra I cinesi e la leggenda di Pei Ciu En (cosi in Cina pronunciavano il suo nome). Per la causa della libertà e dell’indipendenza del popolo cinese egli dette la vita: durante un’operazione chirurgica condotta sotto il fuoco nemico, una grave infezione lo colse e lo portò alla tomba, il 13 novembre 1939.
Il suo corpo giace in una vallata dello Sciansi orientale. Ogni anno, il 13 novembre, i cinesi rendono omaggio alla sua memoria: “Il compagno Bethune […] aveva fatto della medicina la sua professione e miglioravadi continuo le sue capacità; […] egli si distingueva per la sua competenza. Il suo esempio rappresenta una buona lezione per coloro che vogliono cambiare lavoro non appena vedono qualcosa di nuovo e per chi disprezza il lavoro tecnico giudicandolo poco importante e senza prospettive […]. Ora tutti noi lo commemoriamo e ciò dimostra quanto il suo spirito abbia profondamente toccato ognuno di noi. Noi tutti dobbiamo prendere a esempio il suo spirito di assoluta abnegazione. Con questo spirito ognuno può essere molto utile al popolo. L’abilità di un uomo può essere grande o piccola, ma se egli avrà questo spirito sarà un uomo nobile, puro, un uomo moralmente integro, superiore ai meschini interessi, un uomo prezioso per il popolo.” (Mao Tze Tung, 21 dicembre 1939)

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