Cari lettori,

questo è il quarto numero di Resistenza che esce in un formato di 8 pagine. Chi non aveva mai avuto modo di leggerlo nel vecchio formato potrà solo intuire il salto in avanti che il raddoppio delle pagine consente in termini di elaborazione dei contenuti: analisi, orientamento, approfondimenti sulle questioni di metodo e di nuova morale (che sono, in particolare questi ultimi due, i pilastri del lavoro di formazione per la costruzione di un partito all’altezza di contribuire al compito storico dei comunisti: fare dell’Italia un nuovo paese socialista).

Il formato del giornale è solo un passo che abbiamo compiuto e stiamo compiendo (si tratta di consolidarlo) e per certo abbiamo da migliorare tanti aspetti che ne conseguono (diffusione, utilizzo del giornale come base per la discussione politica a livello locale e nazionale), fra cui la cura dei rapporti con i lettori. Non abbiamo ancora messo a punto strumenti efficaci e stabili per incoraggiare e favorire un rapporto diretto con la Redazione (e con il Partito) che parte dagli articoli del giornale e dalle tesi che esponiamo e argomentiamo. I benefici del raddoppio delle pagine, quindi, per ora, sono una consapevolezza prima di tutto della Redazione e di uno stretto giro di lettori.

 

Tuttavia siamo decisi a consolidare questo passo perché, per quanto parziali e limitati, i riscontri pratici e politici di questa scelta sono una conferma che stiamo andando nella giusta direzione. In una fase in cui pubblicare con metodicità e continuità un giornale cartaceo è difficile (organizzativamente ed economicamente) e assistiamo a “chiusure” delle versioni cartacee a beneficio delle edizioni on line, siamo convinti nel guardare avanti con fiducia e ambizione. Perché Resistenza non è (solo) un giornale che si legge, ma sempre di più è, e vogliamo sia, un giornale che si studia per cercare e trovare un orientamento.

Le operazioni necessarie al consolidamento e allo sviluppo del lavoro della Redazione sono varie e si combinano: aspetti ideologici e tecnici (bisogna essere o diventare capaci di non fare di ogni articolo una ripetizione di concetti giusti e astratti, bisogna imparare a entrare nel concreto, a concepire la realtà e a trattarla – tradurla – nei suoi aspetti dialettici…), aspetti logistici e organizzativi (le diffusioni, la “reperibilità”), aspetti politici (stimolare la lettura e la discussione collettiva, lo studio, l’utilizzo del giornale come strumento di propaganda e di organizzazione, oltre che come formazione verso l’interno) ed economici.

Ci soffermiamo qui su questo aspetto. Date le nostre forze e la molteplicità delle attività del P.CARC, i risultati della decisione “sperimentale” di raddoppiare le pagine di Resistenza impongono uno slancio e una specifica attività per permettere a questa innovazione di affermarsi. E’ anche una questione di soldi, nella misura in cui non è automatico che al miglioramento della qualità del giornale corrisponda un aumento della diffusione, degli abbonamenti, delle sottoscrizioni economiche. E’ possibile, auspicabile ed è in definitiva un obiettivo che ci poniamo. Occorre tuttavia fare delle “forzature” (prima di tutto in noi stessi), progettare i passi concreti di questo sviluppo e verificarli.

Apriamo da marzo a maggio 2014 una campagna abbonamenti “sostenitori”, ci rivolgiamo agli abbonati esistenti

affinché, oltre ad alzare il loro contributo economico, diventino essi stessi diffusori di Resistenza e propongano a loro volta l’abbonamento sostenitore a compagni di lavoro, famigliari, amici e compagni di lotta, apriamo una campagna di sottoscrizioni straordinarie a livello locale e nazionale. Tutto per raccogliere in 3 mesi la cifra che ci permette di definire “consolidato” un passo di cui vediamo prima di tutto gli aspetti positivi e le prospettive. E’ in virtù di questo che le difficoltà diventano, le vediamo, un aspetto concreto, ma superabile.

Dal mese di aprile, inoltre, il prezzo di copertina di Resistenza salirà a 1,5 euro. Era fermo da 10 anni. Lo alziamo consapevoli del fatto che Resistenza è consultabile e scaricabile gratuitamente sul sito del Partito e il prezzo della copia cartacea è più di tutto un sostegno che il lettore dà a chi ancora non ha accesso a internet o non è pratico (anche nell’era digitale sono tanti lavoratori, proletari, elementi delle masse popolari che per scelta o necessità non hanno accesso al web). L’aspetto principale, comunque, è il fatto che la versione cartacea di Resistenza è uno strumento di organizzazione e di propaganda che raggiunge quei luoghi fisici (e politici) che non sono raggiungibili in altri modi (le fabbriche e i posti di lavoro, le piazze e le strade delle mobilitazioni, le scuole, ecc.).

Infine, condividiamo un progetto a cui stiamo lavorando. Si tratta dell’invio sistematico e continuativo a quanti da tanto tempo o da poco tempo, per lunghi periodi o per brevi periodi, sono detenuti (in varie forme) nelle mani del nemico. Parliamo dei rivoluzionari politici e parliamo degli esponenti del movimento di resistenza popolare che sono incarcerati. Oggi non abbiamo le condizioni materiali per garantire la spedizione di Resistenza a chi è in carcere o ai domiciliari. Probabilmente, da soli, non le avremo per un certo tempo ancora. Stiamo lavorando per creare una rete di sostegno e supporto, a partire da quegli organismi e da quelle realtà attive nel campo della solidarietà proletaria. Nei “conti” che abbiamo fatto riguardo ai costi della gestione del raddoppio e dello sviluppo di Resistenza, una parte dei fondi per lo sviluppo del giornale sono da considerare una base da cui partire anche con questo progetto.

Concretamente: parliamo di 5.000 euro, in tre mesi, per definire consolidato il raddoppio del giornale. Sono 100 abbonamenti a 50 euro, 200 abbonamenti a 25 euro, 50 abbonamenti a 100 euro… o più probabilmente un tot di abbonamenti di cifre diverse, ma che danno quella somma.

Quindi? Diamoci e dateci sotto. In una società in cui ogni ente, autorità, istituzione, agenzia, vi obbliga a versare una parte dei vostri soldi alla causa della corruzione, del parassitismo, dello sfruttamento e dell’intossicazione, potete (ancora) liberamente scegliere di sostenere la causa della costruzione del socialismo in un paese imperialista come il nostro, di contribuire alla lotta per fare dell’Italia un nuovo paese socialista.

La Redazione di Resistenza

carc

 

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