il congresso CGIL entra nel vivo

landinirenzi

Approfittare della campagna congressuale per mobilitare gli operai e gli altri lavoratori a creare le condizioni per la costituzione del Governo di Blocco Popolare

Dalle giuste critiche del documento IL SINDACATO È UN’ALTRA COSA alla mobilitazione da subito per un’azione sindacale efficace

Il Comitato Direttivo Nazionale del 19 novembre scorso ha indetto per i prossimi 7, 8 e 9 maggio il XVII congresso nazionale della CGIL. I mesi che ci separano da esso sono mesi in cui, nonostante i desideri e i sabotaggi della destra che dirige la CGIL, molti lavoratori e pensionati iscritti e non iscritti alla CGIL discuteranno della loro situazione, del ruolo dei sindacati e del che fare.

Bisogna che noi comunisti partecipiamo alla discussione nella forma più capillare consentita dalle nostre forze, forti degli strumenti forniti dalla nostra organizzazione e usando tutti i mezzi di cui siamo capaci di impadronirci. Bando alle chiacchiere disfattiste che lasciano gli operai, i pensionati, i dipendenti pubblici e gli altri lavoratori come riserva di caccia alla destra che dirige la CGIL. Alla CGIL sono iscritti ancora migliaia e migliaia di operai, di lavoratori e di pensionati combattivi, con una grande esperienza di organizzazione e di lotta, molti di ispirazione comunista. Chi guarda principalmente ai venduti e ai complici dei padroni che hanno preso da tempo in mano la CGIL e abusano della forza degli iscritti, è fuori strada. Venduti, corrotti e complici che popolano i gruppi dirigenti della CGIL saranno tanto più in difficoltà quanto più operai, lavoratori e pensionati troveranno efficaci portavoce dei loro interessi e sentiranno formulare giuste parole d’ordine e giuste indicazioni di lavoro: proposte di organizzazione e di lotta.

Più ancora che denunciare la linea asservita ai padroni e al governo e il comportamento da venduti e corrotti della destra che dirige la CGIL, è importante formulare giuste analisi della situazione, portare una giusta linea e lanciare giuste parole d’ordine.

Molti nostri compagni hanno partecipato nelle file della Rete28Aprile all’elaborazione del documento IL SINDACATO È UN’ALTRA COSA. Non stiamo dunque a illustrarne qui ancora una volta i pregi e i limiti. È il documento con cui partecipiamo alla campagna congressuale della CGIL. Ma il nostro obiettivo non è conquistare qualche posto negli organismi dirigenti. Il nostro obiettivo principale è elevare la coscienza dei lavoratori, prendere contatti e stabilire relazioni, mettere in moto un processo che continuerà anche dopo il congresso, quale che sia il suo esito immediato.

I padroni e le loro autorità stanno soffocando l’attività economica per spremere denaro a beneficio del capitale finanziario. Per ogni fabbrica che sorge, ne vengono chiuse dieci. I padroni con il sostegno del governo stanno riducendo l’occupazione e portando a morte l’economia da cui i lavoratori e le masse popolari traggono il loro sostentamento. Morte lenta è il vero nome del trattamento che padroni e governo stanno infliggendo ai lavoratori. La Piaggio di Pontedera è un caso emblematico, che ben rappresenta questo trattamento che padroni e governo stanno infliggendo a livello nazionale. Nel giro di pochi anni il numero degli occupati si è ridotto quasi a un decimo di quello che era e proprio in questi giorni hanno firmato un nuovo accordo di contratto di solidarietà per altri mille lavoratori: per otto mesi, fino a luglio 2014, e già incombe la minaccia che verrà prorogato fino a febbraio del 2015. Preparano il terreno.

Per attutire la resistenza dei lavoratori a questo processo omicida padroni e governo ricorrono ad ammortizzatori sociali di vario genere, moltiplicano i tipi di ammortizzatori per confondere le acque, mentre in realtà il reddito dei lavoratori continua a diminuire, il monte salari si riduce di mese in mese, il numero dei lavoratori occupati con un contratto a tempo indeterminato diminuisce, i diritti vengono tagliati. Nel migliore dei casi i sindacalisti amministrano e accompagnano questa morte lenta. Fanno con i lavoratori quello che un tempo facevano i cappellani con i condannati a morte: leniscono le sofferenze e consolano. Ma padroni e governo ricorrono agli ammortizzatori sociali per smorzare la resistenza dei lavoratori. Sanno di avere un punto debole, che è la forza potenziale dei lavoratori, la loro resistenza. Hanno paura che la resistenza dei lavoratori assuma forme efficaci, altrimenti non darebbero neanche ammortizzatori sociali. È da qui che bisogna partire per dare una forma efficace anche all’attività sindacale. Oggi un sindacato che non si batte per creare le condizioni necessarie perché si costituisca un governo d’emergenza popolare, non difende neanche gli interessi immediati, salariali, economici e normativi dei lavoratori, non fa più neanche quello che un tempo un sindacato faceva. Anche su questo terreno la Piaggio di Pontedera è un caso esemplare: la lotta sindacale è sempre stata forte, senza sottomissione ai sindacalisti che concertavano, ma i risultati sono lì a dimostrare che nella situazione attuale la lotta sindacale non basta.

Bisogna battersi per costruire un governo d’emergenza popolare. E solo i lavoratori organizzati possono far costituire un governo di questo genere, deciso a porre gli interessi dei lavoratori e delle masse popolari davanti alle pretese del sistema finanziario, della comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti e dei vertici della Repubblica Pontificia che è l’espressione italiana di quella comunità. I governi emanazione dei vertici della Repubblica Pontificia hanno altri opposti interessi da soddisfare. Presentare rivendicazione a simili governi al massimo serve per fare denuncia e trascinare nel movimento anche i lavoratori più arretrati.

“Il sindacato non fa politica, fa il sindacato!” è l’ipocrita parola d’ordine dietro cui si nascondono la destra asservita ai padroni e ai loro governi e quei sindacalisti che sono succubi della destra anche se si dichiarano di sinistra e oppositori della destra. Non era forse fare politica accettare la moderazione salariale, praticare la concertazione e la compatibilità? Con chi concertavano e concertano se non con i padroni e i loro governi? Di chi sono complici la Camusso, gli amici di Sacconi e di Ichino, i nipotini di Craxi che comandano la CGIL?

Oggi, di fronte al procedere della crisi del capitalismo, costituire il Governo di Blocco Popolare, creare le condizioni necessarie per la sua costituzione è la parola d’ordine riassuntiva di ogni seria ed efficace azione sindacale, di ogni efficace difesa degli interessi immediati, salariali e normativi dei lavoratori.

Questa oggi è la cartina di tornasole di un sindacalismo veramente legato agli interessi dei lavoratori.

Questa analisi e questa linea dobbiamo portare in ogni riunione della campagna congressuale, con ogni mezzo, con parole semplici, facendo in ogni situazione concreta gli esempi più adatti al caso.

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