Pagg. 320, 20 euro – edizione 2008

Il mondo in cui viviamo è scosso da un capo all’altro da forti convulsioni. Sono le convulsioni della morte del vecchio e della nascita del nuovo mondo, della scissione del vecchio mondo in due: una parte che va a morire e l’altra che darà vita alla società comunista, una nuova fase della storia dell’umanità.
La borghesia ha approfittato del periodo di decadenza che il movimento comunista cosciente e organizzato ha attraversato nella seconda metà del secolo scorso. E’riuscita ad uccidere in molti lavoratori la fiducia di essere capaci di conoscere la verità e la fiducia di essere capaci di cambiare il mondo, di costruire un mondo a misura dei loro bisogni, delle loro migliori aspirazioni e dei loro migliori sentimenti. Ma non è riuscita a ucciderla in tutti. Noi comunisti siamo vivi, milioni di lavoratori conservano quella fiducia. E gli altri, quelli in cui quella fiducia è morta, hanno bisogno che il nostro contagio la rianimi, perché è l’unico modo in cui possono uscire dal marasma e dall’incubo in cui la borghesia li ha cacciati e ogni giorno più li affonda.
La nuova crisi generale del capitalismo, iniziata negli anni ’70 del secolo scorso, induce la borghesia ad allargare e rendere più feroce la guerra di sterminio non dichiarata che essa conduce contro le masse popolari ovunque, in ogni angolo del mondo, anche nei paesi imperialisti, anche dove la sua guerra non si è ancora tradotta in aggressioni militari né in guerre civili dispiegate.
La crisi materiale, morale, intellettuale e ambientale che affligge l’umanità intera e spaventa tante persone, sia tra le masse popolari sia nella borghesia imperialista, conferma con la sua gravità la profondità della trasformazione che l’umanità deve compiere. Le condizioni che la borghesia imperialista impone alle masse popolari sono talmente feroci e insopportabili, che la lotta contro la borghesia imperialista esplode in mille forme, soprattutto nei paesi oppressi. Dove i comunisti non sono ancora in grado di esserne la direzione, sono forze politiche di altre classi che la dirigono, con i limiti e nelle forme dettati dalla loro natura.
Ma nella lotta per far fronte agli effetti devastanti delle contraddizioni del capitalismo, rese nuovamente laceranti in tutti i paesi dal procedere della sua seconda crisi generale, in ogni angolo del mondo rinasce il movimento comunista. Esso rinasce sulla base del marxismo-leninismo-maoismo: la concezione del mondo e il metodo di azione e di conoscenza elaborati dall’esperienza del movimento comunista e in particolare dall’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale.
Il (nuovo)Partito comunista italiano è una componente del nuovo movimento comunista internazionale.
In questo Manifesto Programma noi comunisti dichiariamo la concezione del mondo che ci guida, il bilancio che traiamo dai primi 160 anni del movimento comunista, i metodi con cui operiamo e gli obiettivi che perseguiamo per fare dell’Italia un nuovo paese socialista e contribuire così alla seconda ondata della rivoluzione proletaria che avanza in tutto il mondo.
Questo Manifesto Programma è la base ideologica dell’unità del (nuovo)Partito comunista italiano.

Leggi e scarica in diversi formati il Manifesto Programma del (nuovo) Partito comunista italiano dal sito del (nuovo)PCI

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