Pagg. 150, euro 10 – edizione 2006

Il contributo che Marina porta alla lotta rivoluzionaria, contro l’ingiustizia e lo sfruttamento di classe, si snoda attraverso la sua esperienza quotidiana e quella del suo compagno, nell’incessante lavoro del Partito Comunista clandestino prima a Napoli e poi a Parigi, nella Francia occupata dai tedeschi, negli anni passati accanto al marito e negli anni in cui il marito è in carcere. Dalla realizzazione della stampa clandestina all’organizzazione dell’evasione di Emilio (“Mimmo”, così è chiamato), dalla notizia delle torture da lui subite ai contatti con i compagni in clandestinità, Marina matura una forza esemplare, che le consente di prendere in mano la propria vita e quelle delle sue figlie, organizzandosi e resistendo nella lotta contro lo sfruttamento e la miseria in cui il fascismo aveva costretto le masse popolari. Pur rimanendo sicuramente una figura di secondo piano all’interno del Partito, l’esempio di Marina risulta oggi significativo per la sua risolutezza e la sua elevata coscienza politica.

 

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