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C'è bisogno di comunisti che sono e fanno i comunisti! Leggi, studia, diffondi 320 pagg. - 20 euro
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Campagne 2012
NO alla persecuzione dei comunisti
L'appello
Le adesioni all'appello (al 12.01.12)
A questo link la documentazione sulla persecuzione dei comunisti
FIRMA LA PETIZIONE ONLINE L’8 febbraio 2012 si apre presso la Corte d’Assise di Bologna la prima udienza del processo per associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270 bis c.p.) contro 12 compagni che fanno (o facevano) parte del (nuovo)Partito comunista italiano, del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria, ovvero della carovana del (n)PCI. E’ un processo politico, il primo vero processo per associazione sovversiva contro la carovana del (n)PCI da quando, a partire dal 1999, le procure di Bologna, Roma, Napoli e Milano hanno iniziato a condurre le varie inchieste per associazione sovversiva contro la nostra area politica. E’ una persecuzione condotta violando sfacciatamente leggi e procedure (uso di infiltrati, pedinamenti e intercettazioni illegali, computer e altra attrezzatura informatica tenuta sequestrata per anni, creazione di organismi politici-militari ad hoc come il “Gruppo bilaterale italo-francese su terrorismo e minacce gravi” di cui il PM Giovagnoli è stato tra i principali promotori), calpestando i diritti di opinione e di organizzazione sanciti dalla Costituzione, procurando gravi danni economici (spese legali, perdita di lavoro, sequestri di beni) ai singoli compagni, alle loro famiglie e alle loro organizzazioni politiche e sindacali. Difendiamo e chiamiamo a difendere i diritti e le libertà politiche conquistate con la Resistenza. Quanto più sarà efficace la mobilitazione contro la loro eliminazione, tanto più sarà ricca, organizzata e gravida di conquiste la mobilitazione per estendere e generalizzare diritti e tutele per tutte le masse popolari. Fino a cambiare l’ordinamento sociale della guerra, dell’arbitrio e dello sfruttamento, fino a fare dell’Italia un nuovo paese socialista.
APPELLO A SOSTENERE CHI E’ INQUISITO PERCHE’ DIFENDE LE LIBERTA’ DEMOCRATICHE
ESTENDERE E RAFFORZARE LA VIGILANZA DEMOCRATICA REALIZZARE LA COSTITUZIONE SMASCHERARE E DENUCIARE I PICCHIATORI, I PROVOCATORI E I LORO MANDANTI, RENDERE NOTI I LORO VOLTI E NOMI SBARRARE LA STRADA ALLA DERIVA REAZIONARIA L'appello
Le adesioni [sono più di 2000]
Aderisci on line su: www.cacciallabuso.net
Nel nostro paese Berlusconi e tutta la destra più eversiva e criminale sta tentando di spazzare via quanto resta dei diritti e delle libertà democratiche sancite dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e di instaurare un regime autoritario che attui la linea dettata da Marchionne (“la lotta tra padroni e operai non esiste più, dobbiamo essere uniti contro il resto del mondo”): leggi razziali, nuovi campi di concentramento (CIE), politica dei respingimenti, distruzione di campi rom, coprifuoco, cariche al presidio di Brescia in sostegno alla lotta degli immigrati contro razzismo e sanatoria-truffa; pestaggi, arresti e processi contro i cittadini che lottano per la difesa del territorio in cui vivono (dalla Val Susa a Terzigno, passando per L’Aquila); omicidi di Stato (Cucchi, Aldrovandi, Lonzi, Giuliani sono i nomi che la lotta per la verità ha reso noti, rompendo la cappa del silenzio e l’omertà di Stato); leggi ad personam; impunità per mandanti e autori delle stragi di Stato (piazza della Loggia docet); tentativi di mettere a tacere la stampa “non allineata” (Legge bavaglio) e di far fuori i giornalisti scomodi; limitazioni al diritto di sciopero, rappresaglie e attacchi nei confronti dei sindacati che non si piegano al Piano FIAT-Marchionne, primi tra tutti la FIOM
Dai un contributo!
Sostieni la resistenza dei compagni inviando un contributo economico per le spese processuali! Organizza e collabora e alla realizzazione di iniziative di solidarietà!
Facciamo appello a tutte le associazioni, alle organizzazioni antifasciste e democratiche, alle istituzioni, e a tutti coloro che ritengono importante mobilitarsi contro la persecuzione dei comunisti e il tentativo di mettere fuori legge il comunismo, ad esprimere solidarietà con le compagne e i compagni sotto processo facendo una sottoscrizione per le spese legali ed a organizzare iniziative di raccolta fondi nelle proprie città e nel proprio ambiente di attività. Riteniamo che la solidarietà e il sostegno con i comunisti, le loro organizzazioni e con tutti coloro che vengono attaccati e subiscono la repressione perche lottano contro la barbarie di questo sistema, per difendere le libertà democratiche e per la costruzione di un nuovo sistema sociale sia parte importante e integrante della mobilitazione per la difesa e la promozione dei valori di libertà e di giustizia, e per la costruzione di un esistenza migliore per noi e per le generazioni future. La persecuzione che le autorità italiane conducono contro i comunisti e coloro che da più di vent'anni lottano a lavorano con determinazione alla rinascita del movimento comunista e alla ricostruzione del partito comunista nel nostro paese si esprime anche in campo economico, con le varie misure con le quali si cerca danneggiare economicamente le persone e gli organismi coinvolti. Spese “legali” (per sostenere processi, perquisizioni, denunce, querele, ecc.), spese per continuare la propria attività politica e la propria esistenza (gli zelanti persecutori di turno non esitano a sequestrare materiale indispensabile per l'attività politica, in diversi casi si tratta anche di materiale utile per svolgere la propria attività lavorativa e quindi ha una ricaduta sulle condizioni di sussistenza dei compagni), spese per gli spostamenti degli imputati sotto processo, denunciati, inquisiti, perquisiti, giornate di lavoro perse, ecc. La repressione ha quindi una ricaduta importante anche sulle condizioni economiche dei compagni e delle organizzazioni colpite. Anche in questo modo gli zelanti persecutori tentano di ostacolare la rinascita del movimento comunista.
Puoi mandarci il tuo contributo al “fondo per le spese legali – Processo di Bologna”:
- con un versamento sul Conto Corrente Postale n. 60973856 intestato a Manuela Maj via Tanaro, 7 - 20128 Milano;
- con un versamento sulla Postepay n. 4023600470226814 intestata a Manuela Maj;
- con un bonifico tramite i seguenti dati: Conto BancoPosta n. 60973856 - Coordinate IBAN: IT 55 F 07601 01600 000060973856 Intestato a Manuela Malgosia Maj.
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Comunicati e volantini
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Giovedì 26 Gennaio 2012 13:43 |
• Rivoltare questa operazione repressiva contro i suoi mandanti e promotori! • Promuovere in tutto il paese la solidarietà con il Movimento No TAV e con tutti i lavoratori e le masse popolari che si ribellano! • Estendere e rafforzare la ribellione contro il governo Monti e le sue misure criminali! • Allargare il coordinamento e l’unità d’azione tra le organizzazioni, i movimenti e i settori mobilitati per non pagare la crisi dei padroni! • Rendere ingovernabile il paese a Monti e i suoi mandanti fino a cacciarlo via e instaurare al suo posto un governo d’emergenza popolare!
A fronte delle perquisizioni e degli arresti di oggi, il presidio che terremo il 31 gennaio Presidio a Bologna dalle 10.30 in Piazza Galvani (già convocato in coincidenza dell’udienza del processo “Caccia allo sbirro!”) diventa l’occasione per rafforzare ed estendere la mobilitazione di protesta, denuncia e solidarietà contro la repressione dei movimenti popolari, i suoi mandanti e i suoi esecutori.
Fermare ad ogni costo e con ogni mezzo il movimento NO TAV: questo è l’ordine del governo Monti. Attuare subito e con ogni mezzo le misure del governo Monti-Marchionne-Napolitano. Basta con le proteste contro i programmi e le misure per “salvare l’Italia” dei banchieri, dei grandi evasori fiscali, degli affaristi, dei padroni, degli speculatori, dei cardinali. Chi non collabora o si oppone è avvisato delle conseguenze. Il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli (da sempre ligio servitore dei poteri forti della Repubblica Pontificia e in prima fila contro il movimento comunista e di opposizione), la magistratura e la polizia politica eseguono l’ordine, con un’operazione repressiva in grande stile che parte dalla Val Susa e Torino e arriva in diverse città d’Italia (Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo, Parma, Modena) e in Francia: 26 militanti No Tav arrestati (uno agli arresti domiciliari), 15 con obbligo di dimora, diversi centri sociali e decine di compagni perquisiti, tutti con l’accusa di “lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, violenza e danneggiamento”. Fermare ad ogni costo e con ogni mezzo il movimento NO TAV: per portare “ordine e disciplina” nel Paese, per far indietreggiare il movimento di protesta che dilaga nel paese, che unisce gli operai di Fincantieri e della FIAT al movimento dei Forconi, i lavoratori dei treni notte ai pescatori, al movimento per l’acqua pubblica, ai taxisti e mette in discussione l’“ordine pubblico” di miseria, disoccupazione e devastazione dei poteri forti della Repubblica Pontificia.
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Comunicati e volantini
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Martedì 24 Gennaio 2012 14:18 |
indetto da USB, SlaiCobas, Cib-Unicobas, Snater, SiCobas, Usi, ORSA
Seguire e valorizzare l’esempio di:
• ORSA - Leggi “Convinta adesione allo sciopero del 27 gennaio” • CUB Trasporti - Leggi “Sciopero generale di 24 ore per tutti i lavoratori dei trasporti” • SLL – Leggi il comunicato di adesione • Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua – Leggi il comunicato di adesione • Anche GIORGIO CREMASCHI, presidente del CC FIOM in sostanza CHIAMA GLI ISCRITTI FIOM AD ADERIRE E PARTECIPARE! Leggi: “27 gennaio, sciopero difficile, ma giusto”
Comunicato del P.CARC del 24.01.12 Una mobilitazione generale, unitaria e permanente per cacciare il governo Monti e costruire un governo di emergenza popolare
• 27 gennaio- sciopero generale con manifestazione nazionale • 28 gennaio- assemblea dei Comuni per i beni comuni/ Napoli • 11 febbraio- manifestazione nazionale della FIOM/Roma • 10 marzo- manifestazione nazionale “Occupy Piazza Affari” del Coordinamento No Debito/Milano
Una campagna di mobilitazioni concatenate - per estendere e rafforzare la ribellione ai sacrifici imposti dalle autorità dei padroni e del mercato finanziario - per allargare il coordinamento e l’unità d’azione tra le organizzazioni, i movimenti e i settori mobilitati per non pagare la crisi dei padroni - per cacciare il governo Monti - per costruire un governo di emergenza popolare
Lotta alla FIAT e Fincantieri, battaglia per attuare l’esito dei referendum di giugno sui beni comuni, Movimento dei Forconi, mobilitazione dei tassisti e farmacisti, riconquista del CCNL e difesa dell’art. 18: lo scontro in corso non riguarda qualche fabbrica, qualche diritto, qualche categoria, qualche zona, ma l’assetto generale del paese. È in ballo chi dirige l’intera società - o i lavoratori organizzati con un sistema di relazioni basato sulla proprietà e la gestione pubblica dell’apparato produttivo e della vita sociale, in cui ogni adulto abbia un lavoro utile e dignitoso; - o i padroni con l’eliminazione dei diritti e delle conquiste, la mobilitazione reazionaria e la “guerra tra noi e il resto del mondo” che Marchionne già dichiara apertamente e impone ai lavoratori.
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Comunicati e volantini
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Lunedì 16 Gennaio 2012 16:08 |
Bologna, 31 gennaio e 21 febbraio - tre membri del P.CARC, del SLL e un altro compagno sono processati con l’accusa di “violazione della legge sulla privacy, istigazione a delinquere e diffamazione” perché, secondo il PM Morena Plazzi, avrebbero collaborato con il sito “Caccia allo Sbirro” [http://cacciaallosbirro.awardspace.info/] realizzato dal (nuovo)Partito comunista italiano per rendere noti i volti di agenti delle forze dell'ordine che spiano, controllano, schedano, minacciano, ricattano, orchestrano provocazioni, infiltrano, picchiano, massacrano. Ecco chi sono i “servitori dello Stato” che il PM Morena Plazzi sta proteggendo e tutelando!
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Lunedì 09 Gennaio 2012 00:00 |
In questo numero:
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Comunicati e volantini
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Martedì 03 Gennaio 2012 00:00 |
Difendere la libertà di opinione, organizzazione e propaganda conquistati con la vittoria della Resistenza contro il nazifascismo! Con la resistenza alla repressione, la solidarietà proletaria e la lotta contro la repressione, trasformare in strumento per la rinascita del movimento comunista l’operazione dei mercenari della borghesia a difesa del suo ordinamento di miseria, devastazione e guerra!
L’8 febbraio 2012 presso la Corte d’Assise di Bologna si apre il processo contro 12 compagni che fanno (o facevano) parte del (nuovo)Partito comunista italiano, del Partito dei CARC e dell’Associazione Solidarietà Proletaria. E’ un processo apertamente politico, nel senso che lo Stato prescinde da reati specifici addebitati ai singoli, ma li accusa di far parte del (n)PCI e delle organizzazioni che sostengono e collaborano al suo progetto di fare dell’Italia un nuovo paese socialista. Mira a condannare e dichiarare il (n)PCI un’organizzazione criminale e quindi l’appartenenza ad esso un reato. L’obiettivo è mettere fuori legge il (n)PCI e le organizzazioni della sua carovana come organizzazione sovversiva ai termini dell’art. 270 bis del Codice Penale. Una eventuale condanna, porterebbe all’incriminazione di ogni altro membro e collaboratore del (n)PCI. Il fatto che non esistano appigli di “fatti e reati specifici” era stato certificato e motivato con la sentenza di “non luogo a procedere perché il fatto non sussiste” emessa il 1 luglio 2008 dal GUP Rita Zaccariello del Tribunale di Bologna. Questa sentenza aveva temporaneamente fermato la crociata contro la carovana del (n)PCI che il PM Paolo Giovagnoli conduceva da più di 8 anni, su mandato delle Autorità della Repubblica Pontificia. Il 20 gennaio 2011 la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del PM Giovagnoli e della Procura di Bologna, ha annullato la sentenza Zaccariello del 2008. A perorare l’annullamento della sentenza di “non luogo a procedere” e il via libera alla ripresa del procedimento giudiziario è il procuratore generale Giovanni Salvi, che insieme ad altri magistrati aveva aperto due inchieste per associazione sovversiva contro la carovana del (n)PCI (avviate il 17 ottobre 1999 con una “grande” operazione poliziesca e un centinaio di perquisizioni in numerose città d’Italia) e le aveva entrambe archiviate una nel 2001 e l’altra nel 2003… cioè proprio quando Giovagnoli ha aperto l’ottavo provvedimento giudiziario! Il 21 settembre 2011, con una sentenza già decisa, il GUP Alberto Gamberini ha disposto l’inizio del processo. A Bologna la classe dominante sta istituendo una sorta di nuovo tribunale speciale che opera sulla base di una legislazione di emergenza (anche se ufficialmente questa legislazione ancora non esiste!) per perseguire reati che non sono riconosciuti come tali dalle leggi vigenti e per processare imputati che non sarebbero tali se l’operato delle Autorità borghesi non fosse in piena violazione della Costituzione. Il tribunale di Bologna è un “prototipo”: la borghesia ha concentrato lì un pool di magistrati speciali per perseguire i “reati politici”, magistrati che sono veri e propri ausiliari della polizia politica, che fanno carriera per i servigi resi alla parte più reazionaria e criminale della classe dominante.
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